• [Video] British Sea Power, “Who’s In Control?”

    British Sea Power hanno fatto uscire un video per il loro nuovo singolo, ‘Who’s In Control?’. Il video è stato diretto da Bajir Cannon and Bridget Palardy.

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  • BRITISH SEA POWER, “Valhalla Dancehall” (Rough Trade, 2011)

    [ di Francesco Melis ] Se vi siete entusiasmati per “Do you like rock music?” anche questo nuovo disco dei British Sea Power fa al caso vostro. Ma anche se non li conoscete vi troverete davanti a un ottimo prodotto.

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  • BRITISH SEA POWER, Do You Like Rock Music? (Rough Trade, 2008)

    Do we like rock music? Se l’eccentricità dei British Sea Power non fosse mai stata presa in considerazione, qual miglior modo per ribadirla con un titolo tanto ironico quanto all’apparenza insensato? Il (nuovamente) quartetto di Brighton riparte da qui per provare a piazzare finalmente un disco da classifica senza tradire comunque i propri intenti. Il…

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  • BRITISH SEA POWER, The Decline Of British Sea Power (Rough Trade, 2003)

    Che l’eccentricità sia una caratteristica di base dei British Sea Power lo si intuisce già dal titolo di quello che è l’esordio ufficiale di una delle bands più all’avanguardia della cosiddetta scena di Brighton. La storia è presto fatta: passioni per il birdwatching, le camminate nella natura e la letteratura cecoslovacca si mescolano durante le…

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  • BRITISH SEA POWER, Open Season (Rough Trade, 2005)

    La seconda prova, si sa, è sempre la più difficile. I British Sea Power la superano per metà. Da una parte, questo nuovo album perde in freschezza rispetto suo predecessore. Dall’altra, si compie un importante passo in avanti nelle capacità di scrittura: il risultato è un album di canzoni pop d’autore ispirate ancora una volta…

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  • Spaziale Festival (Torjno) (9-26 luglio 2005)

    Spaziale Festival (Torjno) (9-26 luglio 2005)

    Anche quest’anno, l’appuntamento indie di Torino non lascia delusi, proponendo un ricco piatto cui gli appassionati hanno potuto abbuffarsi variando tra proposte di generi diametralmente opposti. Ovviamente, come per ogni pasto che si rispetto, c’è stata la portata favorita e quella che si sarebbe potuta evitare. Soggettivamente, sia chiaro. Quella che potrebbe essere l’ultima edizione…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010