• MY AWESOME MIXTAPE, My lonely and sad Waterloo (Amico Immaginario / My Honey, 2007)

    In un anno che ha già registrato per il cosiddetto “indie” italiano una trafila di ottime quando non eccellenti uscite discografiche (con cui faremo i conti nelle graduatorie di fine anno), arriva a paracadutarsi nelle nostre menti il brillante esordio dei bolognesi My Awesome Mixtape. Si era già potuto apprezzare questa band qualche mese fa,…

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  • SUNSET RUBDOWN, Random Spirit Lover (Jagjaguwar, 2007)

    Che il Canada sia una sorta di continente vergine (o terra promessa) per l’indie rock è un fatto ormai difficilmente contestabile, per altro testimoniato dalle dozzine di band (spesso ottime) e album che sono sbocciati come funghi da almeno un quinquennio a questa parte a Montreal e dintorni. Un intricatissimo e aggrovigliato sottobosco di disordinati…

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  • THE BRUNETTES, Structure & Cosmetics (Sub Pop / Audioglobe, 2007)

    Esce per la sempre più eclettica Sub Pop un interessante disco a firma Brunettes. Trattasi di un duo (uomo/donna) neozelandese che ha già avuto modo di farsi conoscere in giro per il mondo aprendo i concerti dei compagni di etichetta Shins e degli Architecture In Helsinki. Il gruppo non è propriamente esordiente, infatti prima dell’approdo…

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  • MARIPOSA, Best Company (Trovarobato, 2007)

    In un anno caratterizzato da un forte ritorno di interesse, soprattutto da parte degli artisti, per i dischi di cover, i Mariposa decidono di controbattere alle varie Patti Smith e Laura Pausini dando alle stampe una selezione di cover che la band di stanza a Bologna (ma comprendente membri originari di varie regioni italiane) ha…

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  • STRINGS OF CONSCIOUSNESS, Our Moon is Full (Central Control, 2007)

    Ha suscitato un discreto interesse tra gli addetti ai lavori questo stranissimo e a tratti inclassificabile progetto a firma “Strings of consciousness”, sorta di collettivo aperto o organismo transnazionale (le sue basi logistiche si snodano da Londra a Chicago, passando attraverso traiettorie che intersecano Parigi e Marsiglia) che vede coinvolti numerosi musicisti più o meno…

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  • RALFE BAND, Swords (Talitres / Wide, 2007)

    Probabilmente non sarà un capolavoro questo “Swords” della esordiente Ralfe Band, eppure opere come questa non possono che dare da pensare… In un’epoca in cui sempre più inaggirabile si fa infatti la caratterizzazione “industriale” della musica, schiacciata su formule e prototipi rigidamente definiti all’interno dei quali ogni istante è già sempre originariamente una copia clonabile…

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  • TWO GALLANTS, “The Scenery of Farewell” (Saddle Creek, 2007)

    I Two Gallants (da un racconto di James Joyce,”I due galanti” appunto, di “Gente di Dublino”), interrompono il silenzio discografico seguito ai buoni riscontri (di critica soprattutto) del precedente “What The toll tells”, dando alle stampe un ep di cinque pezzi, “Scenery of Farewell”, che sfiora quasi la mezz’ora di durata ed anticipa di qualche…

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  • ANTELOPE, Reflector (Dischord, 2007)

    ANTELOPE, Reflector (Dischord, 2007)

    Approda all’album di debutto la nuova formazione di Justin Moyer (già animatore di El Guapo e Supersystem), chiamata Antelope e attiva dal 2001, firmataria finora di un ep risalente a quattro anni fa e di un singolo doppio uscito nel 2004 che forse qualcuno avrà avuto modo di ascoltare. Il nuovo disco esce per il…

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  • CANADIANS, A Sky With No Stars (Ghost Records, 2007)

    Non bisogna stupirsi poi troppo se intorno all’esordio dei veronesi Canadians si sia andata addensando la nube fitta di un’attesa sempre più impaziente. Il curriculum della band parla da solo e vale più di qualunque altisonante biglietto da visita: titolare di un ep, “The North Side Of Summer”, autoprodotto nel 2005, vincitrice dell’edizione 2006 dell’Heineken…

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  • JAMIE T, Panic Prevention (Virgin, 2007)

    Ecco Jamie T, il menestrello di Wimbledon, che secondo alcuni è l’erede designato di niente popò di meno che sua maestà operaia Billy Bragg (…), e che secondo altri è la definitiva risposta rockstaeady a The Streets. Non ci limiteremo a dire che tale Jamie T ha dalla sua un’intelligenza musicale enciclopedica in grado di…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010