• Un Thom Yorke al giorno…

    Un Thom Yorke al giorno…

    …toglie il medico di torno. Ormai ce lo ha ordinato il dottore: ogni quattro o cinque “caspiterina” ce ne vuole una sui RadioTesta. Eddai, è o non è il gruppo più in vista di tutti? Quindi ogni emerita minchiata fa Thom Yorke o un altro picchiato dei Radiohead noi siamo qui pronti a riportarla. Agli…

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  • AA.VV., Disco Not Disco (Post Punk, Electro & Leftfield Disco Classics 1974-1986) (Strut / !K7 / Audioglobe, 2008)

    Mettere su questa compilation, nata con l’intento – evidente fin dal titolo – di riprendere delle chicche nascoste con piglio disco che il tempo ha galantemente rivalutato, mi fa venire in mente un pensiero, non troppo intelligente a dire il vero: quanta musica se ne passa e va senza lasciare traccia. Non è un giudizio…

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  • Heike Has The Giggles: Laura Pausini non è mai esistita

    Heike Has The Giggles: Laura Pausini non è mai esistita

    Solarolo, città ravennate al confine con Bologna, è nota anche nel Sud America. Perché ha dato i natali a Laura Pausini, quindi è nota in Sud America ma non Italia. Ma d’ora in avanti, e ancora di più, Solarolo sarà anche conosciuta per essere il paesino di provenienza del gruppo indie più figo del momento,…

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  • All’Arena di Verona quest’anno tocca ai R.E.M.

    All’Arena di Verona quest’anno tocca ai R.E.M.

    2007: Muse, Who. 2006: Roger Waters, Pearl Jam. 2005: Coldplay. 2004… boh? 2003: Massive Attack. 2002… riboh. 2001: Radiohead. 2000: Pearl Jam. Sembra un albo d’oro della Coppa Campioni, in realtà è la bacheca  dell’Arena di Verona di questo decennio, così come ci veniva in mente (a molti di questi concerti c’eravamo!) dei mostri sacri stranieri…

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  • I Supergrass puntuali come la primavera

    I Supergrass puntuali come la primavera

    Annuncio dedicato a chi sta facendo le tacche sull’albero ai giorni che ci separano dal 21 marzo. Primavera? Naaaaa. Data di uscita del nuovo long playing (vi piace questa definizione retrò?) dei Supergrass. Che si chiamerà “Diamond Hoo Ha” e che è stato registrato in poche settimane a Berlino presso gli Hansa studios, con produzione affidata a…

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  • Golfrapp nel bosco alla ricerca del settimo albero

    Golfrapp nel bosco alla ricerca del settimo albero

    Arrivati a questo punto non si sa solo la tracklist del prossimo album di Goldfrapp, “Seventh Tree” (Mute/Emi), in uscita il 25 febbraio, ma ci può già ascoltare sul Myspace il nuovo singolo “A and E”, un concentrato di pop celestiale alla Kate Bush trasformato in singolone Natalie Imbruglia e sorretto da una base melodica…

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  • Il festival delle carezze mostruose: Mi Ami Ancora?

    Il festival delle carezze mostruose: Mi Ami Ancora?

    Siete ancora innamorati? Ve lo state chiedendo? Il posto giusto per farsi queste domande amletiche potrebbe essere il “Mi Ami Ancora”, festival organizzato dagli infaticabili di Rockit per la prima volta in versione invernale, venerdì 1 e sabato 2 febbraio. All’ultima ora cambia la location: invece che all’Assab One, spazio espositivo di Milano situato in…

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  • Feist: a maggio in Italia e ora nuovo video

    Feist: a maggio in Italia e ora nuovo video

    Il nostro Folegati se la vorrebbe portare su un’isola deserta, in molti se l’ascoltano in cameretta o in macchina e non anelano a tanto ma non c’è che dire: Feist fa sognare. In attesa che ognuno realizzi i suoi desideri Feist arriverà a Milano e Roma in concerto, martedì 27 maggio 2008 ai Magazzini Generali…

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  • HUMAN BELL, Human Bell (Thrill Jokey, 2008)

    Volete una definizione di genere semioriginale per questo disco che non sia lo “sperimentale/blues/altro” che si legge sul Myspace di questo duo di Baltimora? “Post-rock del cactus”. Irrispettoso? Non del tutto: sottolinea il lato desertico che aleggia tra gli arpeggi di chitarra di Dave Heumann e Nathan Bell, che si rispondono in modo friendly come…

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  • Marlene Kuntz: “Laiv in laaaav” nei teatri!

    Marlene Kuntz: “Laiv in laaaav” nei teatri!

    Imperterriti Marlene. L’ex band sonica, ora convertita al verbo della musica italiana di classe, prosegue coerente per la strada intrapresa e porta il sofisticato “Uno” nei teatri. Era ora. Era ormai inevitabile che i Marlene traghettassero la potenza evocativa dei loro ultimi lavori in studio in luoghi belli e colti. Forse sarebbe stato meglio arrivarci…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010