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Il minimalismo come scelta e necessità
Negli anni Zero, arrivò un momento in cui “il piccolo era bello”: si guadagnava meno con la musica, e gli artisti iniziarono a lavorare per sottrazione, riducendo il numero di componenti delle band e usando meno strumenti. Fu così che il minimalismo divenne sovrano in certi ambienti indie, anche musicalmente. In questo contesto emerse una band, le Au Revoir Simone, tre ragazze di Brooklyn che suonavano in cameretta facendo razzia di tastierine e cantati delicati, e che pubblicavano con l’etichetta londinese Moshi Moshi,
Mellotron e flauti
Questa stessa etichetta è oggi quella di Alice Costelloe, una cantautrice di stanza a Londra, che ha pubblicato il suo album solista di debutto, Move On With The Year. Alice Costelloe era già nel duo shoegaze Big Deal, su etichetta Mute Records, e pure bassista live per i Superfood.
Come le Au Revoir Simone, anche Alice Costelloe propone un cantautorato femminile basato su pochi strumenti, che fa della frugalità un ordine mentale prima che esteriore. In particolare, usa il mellotron e i flauti, creando un risultato delicato, un dream pop tra il sereno e il malinconico, fatto di piccole sfumature quotidiane. Le canzoni sono ben scritte, e alle volte sono più veloci con appoggio sulla chitarra acustica, come nel caso di “How Can I”, altre volte introducono elementi sonori molto piccoli (il pianoforte elettrico che sembra un carillion in “Too Late Now”, la canzone in cui il riferimento delle Au Revoir Simone è più forte), ma più in generale visitano una piccola psichedelia che potrebbe essere quella di artiste come Weyes Blood ma con molti meno effetti e orchestrazioni (“Feet On The Sand”).
Trasversalità per epoche
Una sensibilità dunque, più che contemporanea, trasversale per epoche, con l’imperativo categorico semplice – per modo di dire – di “scrivere belle canzoni” anche se magari un po’ spoglie. Per ora può bastare, l’album scorre via piuttosto bene, per cui la si aspetta ad una prova successiva, con magari un maggiore coraggio negli arrangiamenti. Un prossimo album che la porti a un livello superiore.
72/100
(Paolo Bardelli)

