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Ti sei perso la serata del 23 gennaio 2026 al Locomotiv?
Mentre fuori Bologna cercava di capire come gestire il solito freddo umido, dentro al club di via Serlio si stava consumando un nuovo miracolo sonoro. Peccato solo che a goderne fossimo in pochi: il locale era pieno a metà, un’immagine che purtroppo abbiamo già visto alcune volte quando il Locomotiv alza l’asticella della qualità. È un paradosso: la proposta è eccellente, internazionale, coraggiosa, ma il grande pubblico sembra accorgersene spesso con un tour di ritardo.
Ecco un assaggio di quello che è successo, giusto per introdurvi il reportage fotografico che troverete qui sotto.
Sacrobosco: Elettronica umana
A scaldare (e bene) gli animi ci ha pensato Sacrobosco, progetto elettronico di Giacomo Giunchedi. Ormai un veterano della scena elettronica felsinea (già nei Torakiki), Giacomo ha portato sul palco il suo mix di IDM e campionamenti jazz.
Il suo set è stato un viaggio ipnotico fatto di beat morbidi e atmosfere che sanno essere allo stesso tempo oscure e profondamente calde. Non è la solita elettronica fredda da laboratorio; è musica che pulsa e avvolge, troppo ricca, sofisticata e coinvolgente per considerare il suo live set un semplice evento di apertura.







Wayne Snow: Il Futuro del Soul
Poi è stata la volta di Wayne Snow, e lì l’atmosfera è cambiata di nuovo. Nigeriano di nascita ma cittadino del mondo (Berlino è stata la sua rampa di lancio), Wayne è il volto e soprattutto la voce del Neo-Soul e della Soultronica più pura.
Con addosso quell’aura afrofuturista che lo contraddistingue, ha trasformato il Locomotiv in un club di Londra o New York. La sua voce è uno strumento pazzesco che scivola tra jazz, funk, house con una facilità disarmante. Ha presentato i brani del suo ultimo lavoro, Snowdome, confermando che collaborazioni passate con nomi del calibro di FKJ e Tom Misch non sono state certo un caso. Molto intensi, durante il suo live, i riferimenti all’attuale situazione geopolitica e al senso di smarrimento generale che si ha guardando al futuro.
È stata una serata magica, di quelle che ti ricordano perché amiamo la musica dal vivo. Ma rimane quel retrogusto dolceamaro per una sala che meritava il sold out e che invece ha lasciato fin troppo spazio ai presenti. Poco male per noi “fortunati” che c’eravamo: ci siamo presi tutto lo spazio possibile consci di vivere uno dei tanti privilegi che il Locomotiv sa regalare a Bologna.
















