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Breve e imprecante considerazione metereologica: siamo in Marzo, Dio mio! E allora come mai nevica tanto che sembra di stare dentro una di quelle pacchianissime sfere di vetro, quelle in cui, se le giri, inizia a scendere la neve? Insomma, non so bene a chi mi sto rivolgendo, ma… basta nevicare di sabato sera!
Benissimo, riprendiamoci e vediamo di partire seriamente. I pochi coraggiosi che hanno sfidato la tormenta erano qui per il sognante pop psichedelico degli Elle, ormai lontanissimi dalle asperità dell’esordio, quel “Bruciamo ciò che resta” che stasera è stato totalmente ignorato, a vantaggio della quasi totalità dei brani di “People are dancing in the A.M.”. Il quintetto convince sul palco assai più che su disco: dal loro concerto emerge un suono ricco eppure sempre molto leggero, mai ridondante, orientato altrove; colpisce soprattutto la sezione ritmica, la precisione e l’efficacia delle due batterie.
Pop visionario ed eccentrico, che non dimentica le sferzate di energia (“The rock”, la conclusiva e stupenda versione di “My courtesy”) e la stratificazione del suono (evidente soprattutto nell’attacco di “People are coming in the A.M.”, con l’attacco di basso, a cui man mano si aggiungono batterie, chitarre e tastiere in un tripudio di colori), cercando anche di rendere più accessibile ciò che in studio era più complesso (“Resample rew”); su questo impasto sonoro ricchissimo si arrampica la voce, fascinosa e sottile, che contribuisce, più di ogni altro elemento, a ricordare gli ultimi Mercury Rev.
In apertura, un talento sorprendente. Il progetto si chiama In My Room, e ne è responsabile Marco Monica, da Parma. Accompagnato sul palco da una violinista, un chitarrista e una (splendida) voce femminile, Marco sta seduto sul suo sgabello, una chitarra acustica in mano e, davanti a sé, un computer dal quali escono rarefazioni digitali, glitches minimali e dotati di incredibile calore: sono cose che riescono bene a pochi, a gruppi come i Lali Puna o i Mùm. Ne rimango totalmente affascinato: le melodie sono dolcissime, le voci si corteggiano piano, il violino ingentilisce tutto. A lungo andare la formula tende a ripetersi, ma ciò non toglie che mi abbia totalmente conquistato. L’unica traccia di questo progetto, finora, è un CD-R della Marsiglia Records, “Three good news in October”; spero di avere presto un nuovo suo disco tra le mani, perché In My Room è espressione di un talento che merita attenzione.
E ora, per favore…basta neve!

