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Graditi ritorni: il prossimo 14 marzo esce Dead Channel Sky, il nuovo album dei losangelini clipping. che da diversi anni a questa parte – il loro primo mixtape Midcity è del 2013 – sono una delle formazioni hip-hop più sui generis: quale altro gruppo riprodurrebbe in un proprio disco la performance “Piano Burning” della compositrice d’avanguardia Annea Lockwood? Nessuno, ovviamente, domanda retorica. Daveed Diggs, William Hutson e Jonathan Snipes sono modellatori e narratori sonori in chiave noise, industrial, dark ambient di scenari fantascientifici, distopici, horror che diventano metafora del lato più oscuro della cultura (americana ma non solo). Le produzioni del gruppo, dal 2016 a oggi, sono state sviluppate a mo’ di concept album – un po’ come succedeva per i dischi dei gruppi prog-rock anni settanta – e raccontano attraverso versi rap e un sound design lacerante, di forte impatto (quasi cinematografico, d’altronde Snipes è autore di numerose colonne sonore) le mostruosità della società: dall’immaginario afrofuturista sci-fi dai toni apocalittici di Splendor & Misery (2016) influenzato da scrittori come Octavia Butler, N. K. Jemisin e Samuel R. Delany al dittico horror degli album There Existed an Addiction to Blood (2019) e Visions of Bodies Being Burned (2020) ispirati da film di genere come la pellicola blaxploitation/politico-vampiresca Ganja & Hess (1973, Bill Gunn) o il noir/gangster La Mala Ordina (1972, Fernando Di Leo), da produzioni horror come Quel Motel Vicino Alla Palude (1976, Tobe Hopper) e Candyman – Terrore dietro lo specchio (1992, Bernard Rose), dall’horror synth carpenteriano (si senta “Nothing Is Safe”) e dall’horrorcore di gruppi come Geto Boys (il titolo “Visions of Bodies Being Burned” è una citazione di un verso di “Mind Playing Tricks on Me”, interpolato in “Say The Name”) e Three 6 Mafia (La Chat è uno dei featuring di “There Existed an Addiction to Blood”). Il nuovo disco del trio Dead Channel Sky (titolo che si rifà al romanzo Neuromante di William Gibson) – stando alle note informative della Sub Pop scritte da Roy Christopher – sembra invece discostarsi dalla forma del concept album per avvicinarsi di più a quella del mixtape. I quattro brani – per ora pubblicati – sono scorci/squarci cyberpunk, ritratti di un’umanità tossica: «Your dedication to shaping the day-to-day to a place/That matches the pixel congregation you pray to/Definitely makes you one of the tribe», recitano – per esempio – alcune delle barre più significative di “Welcome Home Warrior”, brano in collaborazione con Aesop Rock (t: «La tua dedizione a plasmare il giorno per giorno in un luogo/che corrisponda alla congregazione di pixel per cui preghi/Ti rende sicuramente uno della tribù»). In attesa di ascoltare l’album per intero, i clipping. sono i protagonisti della nostra cover di marzo 2025.

