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Qui a Kalporz siamo soliti, nel tempo, a lanciare nuove rubriche. Molte volte non si è trattato di idee inarrivabili, di scelte ultra-originali, però dobbiamo anche ammettere che qualche volta qualche altro sito è arrivato dopo con rubriche similari. Questa nuova rubrica in arrivo certamente non ha carattere di unicità, perché anzi si tratta di tornare al nocciolo della musica, alla base. Le canzoni. Come esiste la sottocategoria degli “Album” nelle recensioni, che ha ad oggetto i cosiddetti “long playing”, è semplice lanciare uno spazio dedicato all’unità minima della musica, ovvero il brano.
Quindi: no originalità, ma esigenza sì. L’ascolto si frammenta, e questo lo sappiamo, il nostro tempo spezzettato diventa sempre più tiranno nel ritagliarci periodi dedicati più o meno lunghi a un album intero (anche se è e sarà sempre il tipo di ascolto che consigliamo), per cui la canzone si erge sempre più come il nostro metro più usuale di assunzione musicale.
Ma v’è di più: alle volte singoli pezzi rappresentano un album, oppure vanno al di là dello stesso. In altre situazioni all’interno di dischi brutti fa capolino un pezzo pazzesco, come se l’artista in questione avesse utilizzato tutte le sue forze e la sua anima per quella song, e prosciugato l’ispirazione per il resto.
Ecco, la nuova rubrica “This Song” punta proprio a quelle canzoni. Va alla ricerca di brani perduti, o anche no, l’importante è che l’unità-minima-canzone sia vissuta, analizzata, approfondita, che ne venga sottolineata un’importanza particolare. In generale o per lo scribacchino.
Un passaggio fulgido. Un minuto memorabile. Una voce indelebile.
Poi ci direte.
(Paolo Bardelli)

