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Il trip-hop pare un genere abbastanza “in voga”: ci sono diversi progetti che si rifanno a quel suono che nacque sostanzialmente nei ’90 e che poi terminò la sua corsa entrando nel nuovo millennio.
Anche la losangelina Teather si rifà a quell’esperienza, citando peraltro come riferimenti anche – nella sua mini-bio su Bandcamp – “la techno, la trance e la house degli anni ’90”.
È un’artista completa, dato che scrive, compone e produce autonomamente tutte le sue opere.
Da qualche giorno è uscita “Baptize”, che sembra una risposta – dall’altra parte degli States – ai newyorkesi R. Missing: atmosfere notturne, oblique anche se non enigmatiche.
Teather ha fatto uscire lo scorso anno un album, “It Was Only Perfect Because It Was Never Real” (2025), che si può ascoltare su Bandcamp a questo link.

