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Sacrobosco, il progetto elettronico di Giacomo Giunchedi, ha in arrivo il suo nuovo album Dreamlike Places, questo venerdì 13 febbraio 2026 per Antinational Noise. Lo abbiamo visto anche lo scorso 23 gennaio 2026 al Locomotiv, e ci è piaciuto particolarmente (qui il report live con foto).
L’album è stato anticipato dal singolo All I Long For, che vi lasciamo qui di seguito, e che è stato creato utilizzando un sample ricavato da You Tube, dove una ragazza canta lo standard jazz Fly Me To The Moon. La voce è stata trattata attraverso sintesi granulare e fusa con elementi sonori composti principalmente su Ableton, rielaborando suoni di origine diversa.
Sacrobosco è bravissimo a rielaborare per creare qualcosa di nuovo, e ci piace a tal punto che gli abbiamo chiesto, in esclusiva per Kalporz, le sue 7 ispirazioni per questo nuovo album. Di solito gli artisti ci segnalano ispirazioni musicali, mentre Sacrobosco è stato più “filosofico”. Anche in questo si differenzia da altri.
1. La ricerca di forme di bellezza
Credo sia un elemento fondamentale in ogni forma d’arte. La bellezza non intesa come il valore estetico dell’apparire, ma come equilibrio, armonia, gusto; per dirla con le parole di Herbert Marcuse in L’uomo a una dimensione, come “promessa di felicità”.
2. La notte
Si tratta di un disco nato principalmente in ore notturne. I brani sono stati momenti di immersione, isolamento catartico, sensuale, altro da tutto.
3. La condivisione
Probabilmente mai come in questo disco ho percepito nei momenti di creazione l’influenza della scena musicale, e amicale, che frequento qui a Bologna. Le sessioni notturne in cui ho sviluppato i brani spesso avvenivano dopo serate nelle quali avevo ascoltato musica dal vivo, ballato in live set e dj set. Avevo sulla pelle l’odore dello stare insieme, della fruizione collettiva del suono e delle sue emozioni.
4. Il suono del vinile
Sono legatissimo a quel taglio sui bassi, al crepitio dei solchi, alla superficie nero‑lucida che gira in una spirale ipnotica, alla sua fragilità meccanica, alla sua potenza sonora.
5. La convivenza
La condivisione del proprio spazio domestico con un’altra persona è un’esperienza totalizzante. La solitudine e l’essere insieme alla persona che si ama hanno colori diversi in quel tipo di circostanza: tensioni proprie, magie quotidiane, sospensioni del tempo e fratture.
6. Il ricordo del mio primo insegnante di musica
Un bassista che si chiamava Paolo, purtroppo scomparso prematuramente. Lui è stato il primo a farmi capire cosa volesse dire suonare, leggere la musica, impararla. Fino a quel momento ero stato un bambino; dalla prima lezione svolta con lui in poi mi sentii improvvisamente adulto, con la chiarezza che avrei per sempre voluto fare musica.
7. La speranza
Di poter sempre avere forza e lucidità per fronteggiare i tempi oscuri che ci stanno avvolgendo, come cittadini di una nazione occidentale e come abitanti del mondo, come esseri umani. La musica è un modo potente di vivere questo periodo storico provvisti di un’armonia interiore, e mi aspetto che la passione verso qualcosa di così bello possa continuare a connettere anche la coscienza politica delle persone. Anche la musica può e deve essere una pratica politica, una forma di resistenza, un vettore di contenuti culturali e sociali.
Il musicista e producer abruzzese d’adozione bolognese ha registrato Dreamlike Places nel proprio home studio e lo ha mixato in fase di finalizzazione assieme a Davide Bombanella, ai Groundfloor Studios di Modena. Il master è stato effettuato a Londra presso i Transition Studios da Jason Goz, nome che ha firmato alcuni dei lavori di importanti artisti della scena internazionale come Burial, Actress, Massive Attack e Flying Lotus.
Dreamlike Places, quinto album siglato Sacrobosco, contiene otto brani incisi nel corso del 2025, basati su rielaborazioni di field recordings e realizzati attraverso sintesi granulare, campionamenti di strumenti acustici e utilizzo di elementi sonori tratti da YouTube. I brani propongono sonorità microhouse, downtempo e ambient connotate da un’impronta minimale. Nel corso del minutaggio, episodi orientati al dancefloor si alternano a dilatazioni spaziali e cinematografiche, suggestioni urban e paesaggi notturni.
«L’album è stato composto principalmente in ore notturne, a volte a seguito di uscite serali trascorse ad ascoltare musica in locali come il Freakout Club, a Bologna. Durante le sessioni è emersa la sensazione di ritrovarsi in un altro luogo e in un altro tempo, in una dimensione parallela generata dalle vibrazioni dei brani. Inizialmente Dreamlike Places era riferito al solo brano omonimo, per poi inglobare l’intero lavoro al momento della scelta di un titolo».
foto di Gloria Chillotti

