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Negli ultimi anni il mondo delle colonne sonore del cinema di genere (e non solo) italiano è diventato territorio di (ri)scoperte. L’ultima in ordine di tempo è la pubblicazione, da parte della CAM Sugar Music, della colonna sonora integrale de “Il Caso Mattei” (1972), una testimonianza importante delle sperimentazioni in campo elettronico di Piero Piccioni, tra i primi in Italia – insieme a compositori come Piero Umiliani, Armando Trovajoli, Giovanni Fusco – ad aver portato il jazz al Cinema (si senta – per esempio – Swingando (Version 2) da “Nata di Marzo” di Antonio Pietrangeli del 1958). Oltre alle piccole gemme, spesso, però capita di trovarsi di fronte a “incontri assurdi” (diciamo così, per non dire copie): il più strano di tutti è forse quello tra gli Iron Butterfly e compositori come Peppino De Luca e Stelvio Cipriani. Le musiche composte (?) da De Luca per una scena* del documentario “Mille peccati… nessuna virtù” (1969), esordio alla regia di Sergio Martino (che per i suoi gialli sceglierà di collaborare con Bruno Nicolai e Nora Orlandi), sono praticamente un quasi-plagio di “In-a-Gadda-Da-Vida” degli Iron Butterfly: impossibile non farci caso, anche perché il pezzo del gruppo californiano è uscito solo un anno prima, nel 1968. A solo un anno di distanza, 1970, continua il ” curioso legame” tra Peppino De Luca e la band statunitense: anche nelle musiche per “Il dio chiamato Dorian” di Massimo Dallamano si può sentire il rimando palese a “In-a-Gadda-Da-Vida” nel brano Rito a Los Angeles, incluso tra l’altro – nel 2004 – anche nella colonna sonora di “Ocean’s Twelve” di Steven Soderbergh. Peppino De Luca, però, non è il solo a farsi “ispirare” dagli Iron Butterfly: nel 1971 ci casca anche Stelvio Cipriani , anche nelle musiche per il proto-slasher di Mario Bava – “Reazione a Catena” – si può cogliere un riferimento (un omaggio? un seguire la moda?) al brano degli Iron Butterfly.
Ascoltare, per credere. Dal min. 23.32 al 23.35:
Non solo, anche nella colonna sonora per il film “Il Sesso del diavolo” (Oscar Brazzi) – sempre dello stesso anno (1971) – il Maestro romano riprenderà nuovamente il ritmo di “In-a-Gadda-Da-Vida”:
Insomma, il pezzo della band americana ha fatto il giro del cinema di genere italiano: dal documentario mondo movie di Martino all’erotico oscarwildiano di Dallamano dal proto-slasher di Bava al giallo erotico di Brazzi. Stranezze imprevedibili.
*la scena della donna frigida che si lascia ammaliare dalla setta satanica.
(Monica Mazzoli)

