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Pubblicato sulle piattaforme lo scorso 26 marzo, Cinque canzoni per piogge primaverili è il primo Ep di W.U.T (Weird Unhappy Things). Il nuovo progetto di Matteo Scansani esprime il bisogno di raccontare, di innalzare la voce sopra il cemento metropolitano attorno al quale nascono storie di provincia, dando spazio alla propria personale visione delle cose.
UN VADEMECUM DEI GIORNI GRIGI
Accantonato il precedente moniker (International Washing Machine) con cui aveva composto diversi singoli caratterizzati da un suono spigoloso e da testi in italiano, W.U.T con il suo Ep di esordio ha fondato un piccolo vademecum sentimentale dei giorni “grigi” della stagione in cui torna a splendere il sole.
OLTRE IL CEMENTO METROPOLITANO
Nonostante la breve durata, Cinque canzoni per piogge primaverili con le sue descrizioni vaporose, la narrazione di gesti, di incontri e altre apparizioni, costruisce un immaginario piuttosto convincente. Tra le ruvidezze post-punk e il bagaglio elettronico, emerge l’anima cantautoriale di W.U.T che, nelle interviste, non nasconde il suo interesse verso l’ambito della scrittura.
ATMOSFERE CUPE E FIORI DI PESCO
Da un inizio in crescendo, avvolto in nebbie elettroniche con “Per quanto Basta”, passando dalla disperazione di “Autunno” e da “Right in front of you” (“Il mondo gira, eppure resto fermo”, canta nel ritornello), che stempera in parte le atmosfere cupe, in chiusura, “Madre” e “Non futuro”, insistono in direzione elettronica con momenti ossessivi e distorti.
Dopo i precedenti brani che avevano al centro antieroi in conflitto con la società, come il ciclo al femminile chiuso dal singolo “Ragazza polvere“, il nuovo Ep definisce un primo punto di approdo per il musicista.
Un esordio, in ambito indipendente, che non passa inosservato.
(Eulalia Cambria)

