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Per Devi Mambouka, mente e anima del progetto sperimentale Masma Dream World, arte e spiritualità sono la stessa cosa. Musicista, artista multidisciplinare e terapista del suono, risiede da anni negli Stati Uniti ma fino ai 12 anni è vissuta a Libreville (Africa centrale) formandosi in un ambiente fortemente mistico e magico, figlia di padre appartenente a una tribù indigena del Gabon e madre singaporiana di fede induista: «Da bambina non sono mai andata a un concerto che fosse “solo” musica. La musica è sempre stata parte di una sorta di rituale o religione, è così che sono cresciuta», ricorda in una recente intervista a Outside Left.
Nel corso degli anni per Devi Mambouka la connessione con il trascendente, l’abbandono estatico diventano di fatto un tramite per ricercare la propria voce, gli spiriti la guidano nella creazione artistica, aprono le porte della percezione: «cerco di essere solo un canale aperto, perché non sto carcando di far uscire il mio ego. La musica che ha l’ego non suona bene», spiega in una conversazione di qualche settimana fa per Talkhouse con l’artista e amica Nika Danilova (Zola Jesus).
Please Come To Me: Drone Music Spiritica
Please Come To Me (Valley of Search), secondo album a nome Masma Dream World, è difficilmente classificabile, sfugge a ogni convenzione, è estremo nel senso latino del termine (“extremus”, superlativo di “exter”): sta fuori, ai confini del mondo, è il termine ultimo di qualcosa di indefinibile. Prodotto – come il disco precedente Play At Night (2020) – insieme a Chris Weiss, è stato registrato in circa due settimane ma racchiude anni di vissuto: «durante le sessioni, porto tutto il materiale che ho raccolto nei miei viaggi e i campioni che ho registrato da sola. Poi lasciamo che siano gli spiriti a guidare il processo in studio», racconta l’artista nell’articolo-intervista di copertina che le ha dedicato The Wire nel numero #493. Rispetto all’esordio, le vibrazioni medianiche più oscure, claustrofobiche occupano tutti gli spazi dello spettro sonoro: si forma una sorta di spirale mantrica, un girare attorno estatico all’invocazione della Dea Kali. Drone music spiritica: pulsazioni martellanti, canti eterei in trance ed echi di luoghi sacri, significativo in tal senso il lavoro di riportare alla luce le registrazioni su campo – fatte a Pordenone – del suono di campane da chiesa in “Pordeno Me” o l’utilizzo in “The Island Where The Goddess Lives” del materiale audio raccolto durante la visita della cappella di Notre Dame de Rocamadour – un sito di pellegrinaggio dedicato alla Madonna Nera – nel sud della Francia. Per raccontare Please Come To Me si potrebbe parlare di sonorizzazione spirituale: il suono della catarsi, del processo di liberazione da esperienze traumatizzanti. La definizione migliore per descriverlo, però, l’ha data la stessa Devi Mambouka nel già citato articolo di The Wire: è «la storia di come ho perso me stessa a un certo punto e di come sono ritornata a me stessa»:
(Monica Mazzoli)

