SPARKLEHORSE, Dreamt for Light Years in the Belly of a Mountain (Astralwerks / EMI, 2006)

Lo aspettavamo con ansia e lui non ha tradito. Forse non avrebbe deluso in ogni caso perché da queste parti i lavori di Sparklehorse non si riescono a giudicare col dovuto distacco, ma poco importa, perché siamo abbastanza sicuri di queste tesi: “Dreamt For Light Years In The Belly Of A Mountain” è un disco fantastico. Ma è sempre la stessa manfrina, mi direbbero dall’alto. Si ok, e allora? Il Toro sta andando malissimo, la politica è quella che è, al cinema anche i film impegnati fanno schifo e i dischi indie ormai si assomigliano tutti, cosa ci rimane quindi?

Ecco, Mark Linkous. Che poi abbiamo le mensole piene di artisti che hanno fatto sempre lo stesso disco, quindi è solo un finto problema. E magari non è nemmeno lo stesso disco, perché “Dreamt For Light Years…” mescola il lo-fi degli esordi al pop di “It’s A Wonderful Life”, i pezzi sussurrati di “Good Morning Spider” e le bordate elettriche di “Vivadixiesubmarinetransmissionplot”. L’unico appunto che si potrebbe muovere è quello della cifra stilistica, ma è ancora qui una sega mentale. Perché allora Jason Molina? I Built To Spill? I Sebadoh? Sono gruppi e artisti che, trovata la strada, l’hanno percorsa del migliore dei modi e Linkous sa usare al meglio il suo talento, aspettando il momento buono.

Sono passati sei anni e non ci speravamo più. Invece eccolo qui, bello come il sole del mattino, con grandi canzoni (“Ghost in the Sky”, “Shade and Honey”, “It’s Not So Hard”) e una classe – da campagnolo – che non ha eguali tra gli emuli del mai veramente autentico movimento lo-fi. Anche se, in effetti, non ha molto senso parlare di low fidelity per un disco prodotto da Dave Friedmann, ma certi suoni parlano da soli. E comunque, com’è e come non è vero che tutto in realtà è relativo, questa robaccia – che ad alcuni ha fatto storcere il naso per i falsi problemi di cui sopra – è tra le cose migliori che le mie orecchie abbiano sentito quest’anno. Disco senza se e senza ma. Da ascoltare ed amare perché anche se non è la sorpresa dei vecchi tempi che furono, è pur sempre una tra le migliori musiche “pop” attualmente in circolazione.

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