VINICIO CAPOSSELA, L’indispensabile (CGD, 2003)

Un portafogli di lusso,
un portasigarette prezioso,
un kit di sopravvivenza, si presenta così la prima raccolta di V.C.
In realtà nient’altro che
una valigia di cartone piena di ricordi.

Prematura la scelta della sua casa discografica, il cantautore non approva, Vinicio prima di riassumere sembra aver ancora molto da dire: ad ogni modo, “se proprio un’antologia deve uscire, (…), meglio che sia da vivi”.

18 tracce in cui si può risentire il Vinicio che ha inciso sei dischi veri, carichi di passione, tormento, amore ed allegria propri di ogni momento artistico costruttivo. Un solo inedito “Si è spento il Sole”, interpretazione personale e ballabile, di un pezzo del 1958 inciso da Adriano Celentano, che Capossela dedica alla gioventù del padre Vito.

Una raccolta che non dà e non toglie, utile per chi non possiede l’intera produzione, utile per chi, come me, ha conosciuto l’artista quando ancora padroneggiavano le musicassette, utile a quanti non posseggono le “vanitose” canzoni che “si sono scelte da sole” ma che “si sentono più a casa nei loro dischi di appartenenza”, utile insomma… non “indispensabile”.

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