[ di Francesco Marchesi ] I Memoryhouse rappresentano un caso di dream pop basico, privo di urgenza rumoristica o sperimentalismo gotico. Un esempio di musica sedata in grado di far riflettere sui limiti di ciò che ascoltiamo. Un album anormale, cui si rimane legati. Da non perdere.
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[ di Stefania Italiano ] Il viaggio darwiniano degli Shearwater è terminato, e “Animal Joy” per la Sub Pop è il rapporto steso a uso e consumo dei cittadini curiosi. Divulgativo.
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[ di Stefano Solaro ] Primo passo falso della band di Portland, che con “American Goldwing” fa un evidente balzo indietro lungo il suo percorso di evoluzione artistica.
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[ di Stefano Solaro ] Con il secondo lavoro i Male Bonding si confermano esponenti di punta dell’affollata scena noise-pop. Ma il trio londinese deve decidere cosa fare da grande.
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[ di Paolo Bardelli ] Filtra un po’ di luce con questi Still Corners da Londra, giovanissima band della Sub Pop sulle orme degli Stone Roses e My Bloody Valentine.
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[ di Lorenzo Centini ] La seconda prova delle DDG è un pizzico più ombrosa e meno frizzante della precedente. Un bicchiere mezzo pieno.
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[ di Stefano Solaro ] Tra il puzzo degli angusti scantinati in cui sono stati costretti a suonare all’insaputa delle autorità, vede la luce il rovente magma sonoro dell’electro-rock alieno, caustico e febbrile, del duo di Montreal.
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[ di Piero Merola ] La Association of Independent Music UK lancia un’iniziativa in supporto delle etichette indipendenti dopo i gravi danni seguiti all’incendio del deposito della casa distributrice SONY/PIAS.
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[ di Piero Merola ] Washed Out mette su famiglia, dà la definitiva sferzata qualitativa alla chill-wave e fa scivolare l’ascolto in un’altra odissea psico-balneare.
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Il duo canadese è approdato alla Sub Pop Records, la quale ne pubblicherà l’esordio, “The Years”, il 13 settembre.
