• DEREK AND THE DOMINOS, Layla & Other Assorted Love Songs (Polydor, 1970)

    Ci sono dischi che passano alla storia per un solo brano, un classico che entra nell’immaginario collettivo di una o più generazioni. Sicuramente “Layla” rientra in questa categoria, grazie anche al cinema e alle colonne sonore in cui è apparso (vedi “Quei Bravi Ragazzi” di Scorsese). Ma sarebbe ingiusto ricordare il monumentale doppio album “Layla…

    Read More

  • THE JAMES TAYLOR QUARTET, Do Your Own Thing (Polydor, 1990)

    Con questo album, l’ex membro dei fantastici Prisoners mette la firma su una delle più riuscite realizzazioni nel campo Acid-Jazz ed inaugura una personale splendida triade che si sviluppa nel live dell’anno successivo e si chiude con l’eccelso “Supernatural Feeling”, datato 1993. Rispetto ai lavori precedenti i pezzi strumentali calano decisamente di numero, favorendo l’estrinsecarsi…

    Read More

  • TIMORIA, 2020 Speedball (Polydor, 1995)

    Coraggioso. Questa la prima sensazione al termine dell’ascolto; il precedente “Viaggio senza vento” era stato un successo, ma qui ne siamo lontani per scelte musicali e testuali, coraggio di essere artisti sempre in evoluzione quindi; coraggio anche nelle sonorità adottate, lontane da altre eminenze “rock” nostrane: Vasco, Liga, Litfiba. La band bresciana opta per suoni…

    Read More

  • BJORK, SelmaSongs (from the motion picture “Dancer in the Dark”) (Polydor, 2000)

    Tre anni dopo l’ultimo “Homogenic”, la cantante islandese torna prepotentemente alla ribalta con un pugno di canzoni molto intense, che compongono la colonna sonora di “Dancer in the dark”. Il pluripremiato film del regista danese Lars Von Trier vede Bjork impegnata anche nella recitazione, con profitto, vista la clamorosa Palma d’Oro vinta a Cannes come…

    Read More

  • THE JIMI HENDRIX EXPERIENCE, Electric Ladyland (Polydor, 1968)

    Il canto del cigno della Experience è un monumentale disco doppio, con una copertina tra le più famose della storia del rock: un gruppo di donne, di ogni razza e colore, nude. E’ verissimo che il ’68 fu un anno pieno di rivolte, di conquiste e di tabù cancellati, ma la cover in questione non…

    Read More

  • THE JAM, All Mod Cons (Polydor, 1978)

    Dopo il parziale insuccesso del precedente “This is the modern world”, effettivamente il punto più basso della parabola Jam, il gruppo di Paul Weller trova pronto riscatto con “All mod cons”, album che segna la loro rinascita artistica, cavalcando il revival mod al suo apice in quel periodo e mostrando una certa disillusione per il…

    Read More

  • VELVET UNDERGROUND, Velvet Underground & Nico (Polydor, 1967)

    Nel marzo 1967 pochi si accorsero dell’uscita dell’album d’esordio di una band destinata a influenzare buona parte della musica contemporanea sia da un punto di vista strettamente musicale sia per l’aspetto più propriamente culturale e di costume che sempre contraddistinguerà il gruppo. Un disco che fotografa nitidamente un momento di creatività esaltante come quello della…

    Read More

  • CREAM, Disraeli Gears (Polydor, 1967)

    Per chi ama le date: il disco forse più famoso dei Cream, gruppo britannico composto da Eric Clapton alla chitarra (ovviamente), Jack Bruce al basso e Ginger Baker alla batteria, esce lo stesso anno di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles e di “Something else by the Kinks” dei Kinks. Confronti a parte,…

    Read More