• L’agenda dei Live della settimana (#27, 2023)

    L’agenda dei Live della settimana (#27, 2023)

    Tutti a Parma???

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  • JETHRO TULL, Living With The Past (Edel/Eagle, 2002)

    Malgrado l’instancabile attività live, i Jethro Tull hanno prodotto sino ad oggi un solo, vero live ovvero il celebre “Bursting Out” del 1978 a cui va aggiunto l’unplugged del 1992 “A little light Music” e alcune tracce live di “Living in the past”. Ian Anderson ha pensato bene di colmare questa lacuna pubblicando una interessante…

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  • JETHRO TULL, The Broadsword And The Beast (Chrisalis, 1982)

    Il 1980 segna una mutamento radicale nell’organico della band: Barlow, Evans e Palmer abbandonano. Al basso troviamo Dave Pegg dei Fairport Convention. Con l’ausilio di Eddie Jobson alle tastiere e Mark Craney alla batteria viene realizzato “A”, in cui la virata al pop elettronico di moda è ormai un fatto compiuto. Il nuovo indirizzo viene…

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  • JETHRO TULL, Stormwatch (Chrisalis, 1979)

    Realizzato in buona parte senza John Glascock – presente in tre tracce e per il resto sostituito da Anderson – è un album triste e crepuscolare: da fine decennio. Mediocre dal punto di vista qualitativo, presenta elementi di interesse unicamente per alcuni particolari che possiamo definire ‘storici’. Il primo lo peschiamo già in copertina, ed…

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  • JETHRO TULL, Live Bursting Out (Chrisalis, 1978)

    Un doppio album dal vivo per più versi fondamentale al fine di capire veramente la musica dei Tull, il suo stile e le ragioni del suo successo. Se da un lato questo live giunge stranamente tardivo, dall’altro si giova proprio del suo ritardo per offrire una interessante panoramica della lunga strada fin lì percorsa. In…

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  • JETHRO TULL, Heavy Horses (Chrisalis, 1978)

    Con Palmer ufficialmente sesto uomo, la band non accenna a rallentare la produzione: nel ’77 tocca a “Songs from the Wood”, nel ’78 è la volta di “Heavy Horses”. Ambedue i dischi si caratterizzano per un folk-rock di ispirazione agreste e pastorale, piuttosto personale, e certamente preferibile al fritto misto di “Too Old…”. Nulla di…

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  • JETHRO TULL, Too Old To Rock’n Roll: Too Young To Die (Chrisalis, 1976)

    Sostituito Hammond-Hammond con John Glascock, i Tull confezionano un album di semplice routine, che trae spunto da un fallito musical sulla vita di Anderson. David Palmer prende pesantemente piede negli arrangiamenti e il suono perde in caratterizzazione e vitalità, subisce una sorta di ‘normalizzazione’. In effetti, ascoltando “Too Old…”, viene fatto di pensare che il…

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  • JETHRO TULL, Minstrel In The Gallery (Chrisalis, 1975)

    Più apprezzato di “War Child” da molti dei fan dei Jethro, “Minstrel in the Gallery” gli è in realtà inferiore, nonostante la bella copertina derivata da una stampa di Joseph Nash. Il tessuto strumentale è più povero: le tastiere di Evans, pressoché disoccupato, sono sostituite dall’invadente orchestra di Palmer che, soprattutto nella smorta suite “Baker…

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  • JETHRO TULL, War Child (Chrisalis, 1974)

    Spesso considerato album raccogliticcio e di ripiego – il rimasuglio di un fallito progetto cinematografico – “War Child” si rivela in realtà una sorpresa, a dimostrazione di come i giudizi vengano talvolta espressi apoditticamente e senza un reale approfondimento dell’oggetto in esame, adagiandosi acriticamente su pregiudizi e dati esterni al fatto strettamente musicale. Abbiamo già…

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  • JETHRO TULL, A Passion Play (Chrisalis, 1973)

    Dopo l’ironia di “Thick as a Brick” arriva il concept serio dal significato aperto. La struttura è però la stessa, e ancora una volta la critica non è generalmente benevola. Francamente abbiamo il sospetto che la pretenziosità dell’opera, unita alla pedissequa e immediata reiterazione del modello dell’anno precedente, abbia portato con sé anche qualche malevolenza…

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