• Franco Battiato, retrospettiva a Casalpusterlengo

    Franco Battiato, retrospettiva a Casalpusterlengo

    Come si chiamano gli abitanti di Casalpusterlengo? Wikipedia ci dice “casalini” mentre una news sulla giornata dedicata a Franco Battiato che si è svolta lo scorso 30 gennaio al Cinema Teatro Comunale di Casalpusterlengo opta per un più lineare “pubblico casalese”. Ce ne importa relativamente. Per l’avvenimento svoltosi nel lodigiano, superiamo così l’empasse, si è…

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  • Franco Battiato, FestaReggio, RE, 7 settembre 2007

    Franco Battiato, FestaReggio, RE, 7 settembre 2007

    Senza dubbio un concerto migliore di quello, sempre reggiano, di due anni fa. Allora si era al palazzetto, con un’acustica piuttosto approssimativa. Oggi, a Festareggio con il suo “Vuoto tour”, Franco Battiato si presenta in compagnia della medesima band coinvolta nella registrazione del suo ultimo album. Apre Roberto Cacciapaglia con alcuni brani del suo nuovo…

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  • FRANCO BATTIATO, Il vuoto (Universal, 2007)

    Non contiene nulla di nuovo dal punto di vista musicale e concettuale, dura poco (33 minuti a prezzo pieno…) e, ad essere pignoli, ci si potrebbe anche chiedere se fosse davvero il caso di pubblicarlo ora, o se invece l’autore avrebbe potuto attendere di confezionare un disco più sostanzioso. Questo di primo acchito, al primo…

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  • FRANCO BATTIATO, Dieci Stratagemmi (Sony, 2004)

    Dieci stratagemmi per sopravvivere. L’ultima fatica discografica di Franco Battiato, che trae ispirazione da un’opera cinese di strategia militare, delinea un’ideale percorso di resistenza contro i guasti della contemporaneità. Consigli di un saggio oppure training autoterapico? Altruismo o egocentrismo? Aspirante saggio socratico con un pizzico di misticismo ed esoterismo in più, Battiato non ha ovviamente…

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  • FRANCO BATTIATO, Fleurs 3 (Sony, 2002)

    Pare ormai diventato abitudine, per Franco Battiato, il confronto con le canzoni altrui. La seconda puntata del suo personale florilegio, di questo ciclo che sta assumendo l’aspetto di una vera e propria ‘antologia della memoria’ – benché, a detta del cantautore, il salto a pie’ pari di un mai nato “Fleurs 2” vorrebbe indicare la…

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  • FRANCO BATTIATO, La Voce Del Padrone (EMI, 1981)

    Dopo gli esordi sperimentali – musica d’avanguardia, elettronica e canzonette miscelate insieme – Battiato si avvicina sempre di più ad una forma canzone classica, sia con “L’era del cinghiale bianco” che con il successivo “Patriots”. Ma è con “La voce del padrone” che raggiunge la consacrazione nazionale, risultando il primo disco italiano a superare il…

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  • FRANCO BATTIATO, Ferro Battuto (Sony Music, 2001)

    La prima impressione non è stata delle migliori. “L’Imboscata” ci aveva abituato troppo bene; “Gommalacca” riprendeva parte di “quel” discorso ma, in alcuni punti, appariva inconcludente. Questo “Ferro Battuto”, invece, lascia emergere subito i difetti di un’emoraggia creativa a favore di un’ulteriore semplificazione canzonettistica. Mai fidarsi delle prime impressioni, comunque.. Questo “Ferro Battuto”, dopo un…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010