Ciò che mi convince a spingermi da Lecce fino all’irraggiungibile e altrimenti sconosciuta Caivano è proprio la possibilità di vedere sullo stesso palco, e nella stessa serata, la triade Giovanni Lindo Ferretti/Manuel Agnelli/Cristiano Godano. Il primo non ha certamente bisogno di ulteriori sfide, ha ormai la mentalità di chi ha scritto indelebilmente il proprio nome…
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Geniale, ironico, graffiante. Manuel Agnelli è molte cose mescolate fra loro, ed allo stesso tempo è il leader sul palco di una band, gli Afterhours, che negli Anni Novanta ha segnato la scena italiana “underground”. Quello che dice non è mai scontato o banale. Leggere per credere. Tu sei un artista difficile da inquadrare sotto un’unica…
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L’occasione di rivedere dal vivo gli autori di quello che, senza timore di smentita, si può definire il più bel disco italiano uscito finora in questo 2002 (“Quello che non c’è”), è di quelle da non perdere; esaurita anche per quest’anno l’esperienza del Tora! Tora! la band è pronta per imbarcarsi nella seconda parte del…
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Cento minuti dolci e amari, rabbiosi e fastidiosi. L’esibizione genovese di Manuel Agnelli e dei suoi Afterhours non ha deluso le attese. Purtroppo a guastare in parte il concerto della band milanese, è stata l’amplificazione del palatenda della Festa dell’Unità, che ha reso indecifrabile soprattutto le parti vocali dello spettacolo, con evidente disagio per il pubblico assiepato…
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Alla fine, dopo tre ore di concerto, la cosa migliore rimarrà la scelta dei brani d’accompagnamento durante l’allestimento del palco, con gli Husker Du e soprattutto la meravigliosa “Teen Age Riot” dei Sonic Youth. Poi, per primi, salgono sul palco i Mercury Rev. I sei uomini di Buffalo sfornano una dopo l’altra le canzoni, tutte…
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Perplessità: con questo stato d’animo mi ero avvicinato alla data di uscita di questo “Quello che non c’è”, quarto album in studio da quando gli Afterhours cantano in italiano. Perplessità dettate da vari fattori, prima di tutti la dipartita dal gruppo di Xabier Iriondo, da sempre l’anima più distorta della band, a seguire l’inclinazione pop…
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Quando gli Afterhours esordiscono sul mercato italiano con “Germi” hanno già una lunga vita alle spalle: nati sul finire degli anni ’80 a Milano, hanno raggiunto una certa notorietà negli USA con i loro testi esclusivamente in inglese. In Italia la loro fama rimane ristretta a pochi cultori dell’underground. Nel 1994 gli viene offerta la…
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Primo paradosso: “Hai paura del buio?”, oggettivamente il più grande album rock italiano degli anni ’90 (insieme ai primi due album dei Marlene Kuntz e all’intero lavoro dei CSI), ebbe difficoltà inaudite a trovare una produzione. Alla fine gli Afterhours si affidarono alla Mescal. In un periodo di invidiabile vena compositiva – l’album è composto…
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Arrivati al terzo album in italiano gli Afterhours continuano la loro lenta ma assidua trasformazione, accentuando ulteriormente gli episodi pop e diminuendo drasticamente le dissertazioni vicine al punk e al noise. Qui addirittura solo due brani si riallacciano a canzoni come “Germi” o “Dea”: la disperante e urlata “La verità che ricordavo”, dove tornano i…
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Dopo i La Crus, gli Afterhours. Per qualche bizzarra coincidenza escono uno vicino all’altro i nuovi lavori di due tra i gruppi cardine del rock italiano degli ultimi dieci anni. Nel caso degli Afterhours si tratta di un live elettrico, accompagnato nelle prime 5.000 copie da un CD acustico, un modo per celebrare l’intensa attività…
