Cat Power trasforma le cover in racconti personali: Jukebox rivela la sua evoluzione artistica tra Dylan, tradizioni americane e nuove interpretazioni.
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Con “Over And Over” che ancora riecheggia in quei dancefloor rigorosamente alternativi, ed entrati ormai a pieni ranghi nel circuito di James Murphy e Tim Goldsworthy, tornano dopo neanche due anni con un nuovo album in studio. Dalle premesse a dir poco accattivanti, non solo perché sono uno dei nomi nuovi effettivamente più interessanti della…
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Mettere su questa compilation, nata con l’intento – evidente fin dal titolo – di riprendere delle chicche nascoste con piglio disco che il tempo ha galantemente rivalutato, mi fa venire in mente un pensiero, non troppo intelligente a dire il vero: quanta musica se ne passa e va senza lasciare traccia. Non è un giudizio…
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Quelle di Stephin Merritt non sono canzoni pop. Il suo è meta-pop, semmai: omaggio trasformato in arte, la storia della musica che va conosciuta per avere accesso a un livello superiore, nascosto dietro quelle note di zucchero. Il gioco si ripete anche stavolta, cambia solo lo scenario sonoro: sono di scena le distorsioni, attorcigliate attorno…
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L’avevamo già detto, la parola chiave per il futuro della musica è una sola: contaminazione. Già l’anno passato Damon Albarn aveva capito tutto, andandosi a prendere Tony Allen per cercare insieme a lui e Paul Simonon (non per niente coartefice di un “Sandinista!” che fa quasi da spartiacque storico) il domani della musica tra le…
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“Superchiome” inizia nello stesso punto dove “DeFonseca” ci aveva lasciato: gli stessi suoni smanopolanti ci avvisano che le trasmissioni sono ricominciate, e stavolta non si tratta più di semplici prove tecniche. I microfoni della loro personalissima Radio Praga ci restituiscono un Collini un po’ meno ‘comitato’ e sopra le righe rispetto a come lo ricordavamo.…
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Se il termine indiepop avesse ancora un significato (ammesso che l’abbia mai avuto…) e dovesse pure aver bisogno di qualche disco per esemplificarne la definizione, risparmiando circa quattrocento battute di metafore prive di significato e sforzi dialettici fatti di improbabili voli pindarici, ebbene uno di quei dischi potrebbe essere “Our Ill Wills”, seconda uscita degli…
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Primo passo obbligato per il sottoscritto è quello di spendere di nuovo due parole per “Amputechture”, tanto per mettermi a posto la coscienza. Cassato con particolare delusione all’uscita, e riascoltato poco tempo fa (perchè i dischi, più o meno tutti, si riascoltano anche a distanza di anni, anche dopo aver compilato la nostra classifichina carina…
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Volete una definizione di genere semioriginale per questo disco che non sia lo “sperimentale/blues/altro” che si legge sul Myspace di questo duo di Baltimora? “Post-rock del cactus”. Irrispettoso? Non del tutto: sottolinea il lato desertico che aleggia tra gli arpeggi di chitarra di Dave Heumann e Nathan Bell, che si rispondono in modo friendly come…
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Dividendosi fra le cime rosa dei Pink Mountaintops e quelle nere dei Black Mountain, Stephen McBean si è costruito la sua piccola comune freak nella quale sfogare il proprio ego di uomo fuori dal tempo. Se con i primi la voglia di diventare i Velvet Underground del 2000 veniva un attimo offuscata da un interessante…
