• SNOOP DOGG, Tha Last Meal (Priority Records/No Limit Records/Virgin, 2000)

    Album poco classificabile. Okay, ben classificabile, fra i belli davvero. Non da palma d’oro, ma da menzione speciale di certo. Ehi!, Snoop è di nuovo qua, uccidete l’agnello grasso… Dopo litigi, galera, pessimi album, è di nuovo qua il figlio diletto di Dre. L’amico di Tupac, la voce stessa di Los Angeles che si libera…

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  • BUFFALO TOM, Asides From Buffalo Tom (1988-1999) (Beggars Banquet, 2000)

    Dopo sei dischi pubblicati e più di dieci anni di attività alle spalle arriva un’antologia a celebrare i Buffalo Tom, piccolo grande culto del rock indipendente americano. Un trio nato a Boston nel momento in cui questa città era diventata un punto nevralgico per il rock americano attorno ai nomi di Pixies, Throwing Muses e…

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  • ROGER WATERS, In The Flesh (live, 2 CD, Columbia, 2000)

    La Storia si confronta con la Storia, e noi non possiamo fare altro che assistere immobili a questo scontro titanico. Questa è una delle tante, sparse, randomizzate impressioni che un inguaribile fan dei Pink Floyd (quale io sono) può avere ascoltando il doppio live di Roger Waters “In The Flesh”. Il materiale contenuto in questo…

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  • HEFNER, We Love The City (Too Pure, 2000)

    L’uscita di “We love the city”, avvenuta più o meno nello stesso periodo del live degli Oasis, mi rende molto contento, specialmente per due motivi. Il primo è che gli Hefner si confermano come una realtà molto interessante nell’odierno panorama pop inglese, piuttosto avaro di novità eclatanti, da qualche tempo a questa parte. Il secondo…

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  • DILATED PEOPLES, The Platform (Capitol Records, 2000)

    Difficile difficile difficile. Avevo messo su questo “The Platform” pronto al capolavoro. Chessò?, all’album dell’anno. Ora, dopo un paio di ascolti, sono più sereno. Lo manderei senz’altro alle finali di album dell’anno, ma mi è costata fatica, e impegno. Capirai, avevo appena sbullonato dallo stereo l’ultimo del Wu-Tang Clan… It’s relativity, balance, stability It’s creativity,…

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  • THE GO BETWEENS, The Friends Of Rachel Worth (Clearspot, 2000)

    Ha qualcosa di soprendente il ritorno dei Go-Betweens. Il gruppo australiano, assente da più di dieci anni dalle scene musicali, sembrava ormai disperso negli anni ottanta, affidato al culto di pochi estimatori. Invece i due principali artefici di quel progetto, Robert Forster e Grant McLennan, si sono incontrati, incidendo dieci canzoni di rara semplicità e…

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  • SENOR COCONUT Y SU CONJUNTO, El Baile Aleman (Emperor Norton, 2000)

    Dialogo probabile tra due possibili acquirenti di dischi: “Senor Coconut, ovvero i Kraftwerk in versione salsa merengue”. “Cosa? Ma i Kraftwerk non erano quel gruppo tedesco degli anni ’70, con le voci robotizzate e i synth spianati?” “Esattamente!” “Ma è roba da pazzi. Non sanno più cosa riciclare”. In effetti, reazioni di questo tipo sono…

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  • JOHNNY CASH, American III: Solitary Man (American-Columbia, 2000)

    E’ l’inizio a dire tutto nel nuovo disco di Johnny Cash: una splendida rilettura di “I’Won’t Back Down” di Tom Petty, tra l’altro presente all’organo e ai cori proprio in questa canzone. Johnny Cash dimostra di essere un interprete straordinario, di riuscire a eseguire pezzi altrui con una personalità tale da impossessarsene. E infatti si…

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  • OASIS, Familiar To Millions (Sony Records, 2000)

    Forse siamo riusciti a trovare l’unico elemento che possa accomunare la band dei Fratelli Tispaccolafaccia con gli ormai vecchi rivali Blur: un album live ufficiale a testa, una delusione ufficiale a testa. Già, perché se il “Live at Budokan” (datato 1996) del gruppo di Albarn fu un disco assolutamente innocuo ed inutile, “Familiar to millions”…

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  • MOP (Mash Out Posse), Warriorz (Loud Records, 2000)

    Mai label fu più attagliata al suo pupillo. La Loud Records e i MOP, l’hardcore e la cattiveria fatta a rap. “Warriorz” è il titolo, e il concetto più delicato dell’intero album. Non dovrebbe stupire, una crew di rapper cattivi e sboccati. L’hardcore poi è stato a lungo il campione del movimento, che si chiamasse…

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