• LULLABY FOR THE WORKING CLASS, Blanket Warm (Bar/None Records, 1996)

    Dietro il rock acustico e commerciale di Dave Matthews e della sua Band esistono realtà molto più piccole e originali. Ne sono un esempio calzante i Lullaby for the Working Class (che nome eccezionale!), frutto del genio di due ragazzini, Ted Stevens (classe 1974, voce e chitarra) e Mike Mogis (1975, chitarra, banjo, mandolino, batteria,…

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  • MARLENE KUNTZ, Il vile (Consorzio Produttori Indipendenti, 1996)

    “Il vile” è un album difficile. Difficile sia per chi lo ascolta, sia per chi lo ha composto. Non doveva essere facile l’approccio con nuovi brani dopo il successo di “Catartica”. Ma il gruppo capitanato da Cristiano Godano, con un nuovo bassista – Dan Solo, di estrazione metal – non teme confronti e parte a…

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  • C.S.I., Linea Gotica (Black Out, 1996)

    Corre l’anno 1996. Riuniti in un casolare della Val d’Orcia, i CSI realizzano il loro capolavoro, “Linea gotica”. Già le miniature in copertina ne rivelano i contenuti: non è un disco facile, con la tematica della guerra in primissimo piano. Sono gli anni del conflitto nei Balcani, atroce dimostrazione di come l’umanità possa dare il…

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  • THE CURE, Wild Mood Swings (Fiction Records, 1996)

    Gli anni ’90 passano velocemente per i Cure, che presentano solo due album in studio: in compenso si sprecano i Live (di cui il migliore è sicuramente “Cure Paris”) e le raccolte, mai esaltanti (particolarmente deludente e mediocre “Galore”). Nel 1996, comunque, esce “Wild Mood Swings”, da tutti atteso come il seguito dell’esaltante “Wish”. Attese…

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  • NICK CAVE AND THE BAD SEEDS, Murder Ballads (Mute, 1996)

    “Murder Ballads” è probabilmente il concept album più originale mai composto: se l’idea di concept album spesso è stata sfruttata per raccontare la storia di un personaggio (“Tommy” degli Who, “The Wall” dei Pink Floyd, “La buona novella” di Fabrizio De Andrè) la rilettura che ne dà Nick Cave – al suo ottavo lavoro solista…

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  • DIVINE COMEDY, Casanova (Setanta Records, 1996)

    Seduzione…Del resto, cosa aspettarsi da un titolo simile, per giunta partorito dalla mente di quel genio irresistibilmente dandy di Neil Hannon? Le undici canzoni che formano questo straordinario capolavoro sono state concepite come singole colonne sonore di film immaginari, circuendo l’ascoltatore attraverso un flusso emozionale sinuoso ed invitante, fino ad arrivare alla definitiva conquista della…

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  • PAOLO CONTE, The Best Of (CGD, 1996)

    30 anni di carriera in un disco solo sono sempre una storia complicata, soprattutto quando questa carriera è puntualmente costellata di capolavori. Qualche anno prima la vecchia casa discografica dell’artista, la RCA mutata in BMG, diede alle stampe un’altra antologia con una serie di titoli che andavano dal 1974 al 1982, esattamente il periodo contrattuale…

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  • THE ROOTS, Illadelph Halflife (Uni / Geffen, 1996)

    L’album definitivo? Se domandate in America non troverete molti seguaci. Lì dove nacque tutto il giochino del rap, la musica deve stare abbracciata stretta al movimento. In Europa invece i The Roots hanno ricevuto ben più della stima raccolta in patria. La stima nel vecchio continente è diventata venerazione, in Francia, in Germania, e con…

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  • Blur, Palalido (Milano) (12 marzo 1996)

    Blur, Palalido (Milano) (12 marzo 1996)

    E’ strano ripensare adesso a un concerto così lontano. Era il 1996, si era in piena esplosione brit-pop e Oasis e Blur giocavano a fare i Beatles e i Rolling Stones.Con il tempo poi le cose sono cambiate, il gruppo di Damon Albarn ha preso giustamente altre strade e ha sperimentato altri suoni. I fratelli…

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  • VINICIO CAPOSSELA, Il ballo di San Vito (CGD East West, 1996)

    “Salsicce, fegatini, viscere alla brace, … e fiaccole danzanti, … lamelle dondolanti.. sul dorso della luna fiammegiar; vino, bancarelle, terra arsa, rossa…, terra di sud, terra di confine, terra di dove finisce la terra…” In un clima di sagra paesana, fra fuochi e tradizioni culinarie, tra balli e canti di antiche contrade, mi immagino si…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010