• CROSBY STILLS NASH & YOUNG, Deja Vu (Atlantic, 1970)

    Brutta faccenda, parlare di vacche sacre. Per tutta una generazione, probabilmente anche un paio, “Deja vu” e’ un monumento, non si tocca, non si discute. Byrds, Hollies, Buffalo Springfield. David Crosby, Stephen Stills Graham Nash e Neil Young hanno già un pedigree artistico di tutto rispetto quando decidono di lavorare insieme. Hanno anche, ciascuno, qualche…

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  • CROSBY, STILLS & NASH, Crosby, Stills & Nash (Atlantic, 1969)

    Primo e noto album di questo famoso super-trio rock statunitense. Si comincia con “Judy blue eyes”, definita infatti “Suite”, uno dei cavalli di battaglia del gruppo: splendida e lunga canzone (considerando che non si tratta di progressive rock) dove si mostra già la caratteristica fondamentale del disco: un grande, impeccabile, affiatamento vocale, che si sposa…

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  • THE DAVE BRUBECK QUARTET, Time Out (Columbia, 1959)

    Questa meravigliosa perla musicale che riemerge dal passato, dall’ormai lontano 1959, merita decisamente spazio qui su Kalporz. Voglio parlarvi un attimo di “Time out”, superbo lavoro di un quartetto jazz il cui nome purtroppo non suona affatto familiare a molti: “The Dave Brubeck Quartet”. Ma se questa mitica band è ormai stata rimossa dalla memoria…

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  • VINICIO CAPOSSELA, Il ballo di San Vito (CGD East West, 1996)

    “Salsicce, fegatini, viscere alla brace, … e fiaccole danzanti, … lamelle dondolanti.. sul dorso della luna fiammegiar; vino, bancarelle, terra arsa, rossa…, terra di sud, terra di confine, terra di dove finisce la terra…” In un clima di sagra paesana, fra fuochi e tradizioni culinarie, tra balli e canti di antiche contrade, mi immagino si…

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  • LIMP BIZKIT, Significant Other (Interscope, 1999)

    I Limp Bizkit quelli di “Mission Impossible 2”. Se possedete una radio l’avrete sentita, “Take a Look Around”, avrete sentito il misto di chitarre distorte e urli e rap. Il rap-rock, e anzi il rap-hard rock ha camminato fianco fianco all’hip hop tradizionale fin dall’inizio. E nei Limp Bizkit c’è più rap o c’è più…

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  • GENESIS, Genesis (Virgin, 1983)

    Il gruppo inglese, ridotto a trio, ha ormai pienamente mutato direzione musicale e questo album ne è una delle dimostrazioni più evidenti. Il titolo stesso “Genesis” sembra quasi sottintendere una rinascita del gruppo sotto una nuova forma. E’ disco noto ai sostenitori dei Genesis anni ’80, e contiene alcuni hits di questa fase. Che per…

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  • GENESIS, A Trick Of The Tail (Charisma-Virgin, 1976)

    Il colpo di coda del gruppo inglese dopo l’abbandono di Peter Gabriel. L’ultima tappa, insieme forse al successivo album “Wind and Wuthering” del ’77, dei Genesis progressivi. Si tratta, potremmo dire, di una evoluzione nella tradizione. Il disco risente ancora, fortunatamente, della benefica onda lunga delle grandi opere della prima metà del decennio: Collins è…

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  • U2, Boy (Island, 1980)

    L’emozione di ascoltare questo fantastico debutto è sempre uguale nel tempo. “Boy” è un disco di straordinaria importanza: esso sfrutta al massimo tutte le potenzialità offerte dall’energia punk e dalla successiva ondata new wave, vero crogiolo di stili diversi fra loro. Impressiona la freschezza e la carica di questo suono tagliente e metallico ma anche…

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  • U2, “October” (Island, 1981)

    U2, “October” (Island, 1981)

    Spesso sottovalutato, October rivela gli U2 più fragili e spirituali: un disco autunnale che col tempo si conferma tra i più resistenti.

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  • U2, War (Island, 1983)

    Un vero e proprio punto fermo è rappresentato da “War”: cifra caratteristica dell’album è certamente l’impegno, evidente nei testi e nella cura particolare riservata al lato musicale, grazie anche alla collaborazione con Steve Lillywhite; l’acidità del violino elettrico e coriste d’eccezione quali le Coconuts completano un’opera finalmente matura. La rivolta invocata da testi come” New…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010