[ di Giuseppe Franza ] “The Next Day” è un disco profondo. Pensato. Alto. Criticamente spirituale. Mondano. Disperato. Arreso. Elegantemente riflessivo. Passato prossimo. Inattuale.
[ di Matteo Maioli ] Il secondo album del newyorkese Arthur Ashin è un piccolo grande capolavoro in un mondo sempre più plastificato per la musica ad alto consumo.
[ di Nicola Guerra ] La trasfigurazione del dolore di quest’uomo segnato dalla vita diventa prima scultura e poi anche un disco. “Just Before Music” è una scultura liquefatta. Primitiva e grezza, fatta con materiale arrangiato eppure vivissima. Parole come terra.
[ di Piero Merola ] Al primo colpo, lo svitato amico di Grimes è riuscito a inquadrare il meglio del pop elettronico e dissonante del Nord America. Mai giudicare dalle amicizie.
[ di Francesco Melis ] Con “Holy Fire” non si ferma la voglia dei Foals di non cadere mai in soluzione ovvie. E le soluzioni di questo nuovo album risultano vincenti.
[ di Piero Merola ] Non è solo merito dei cameo di Kendrick Lamar, Santigold e Schoolboy Q: il rapper ventiquattrenne di Harlem ha allargato i suoi orizzonti, e nel primo vero LP non sbaglia un colpo.
Un ritorno come non te lo aspetti. Robusto: Chan Marshall fa tutto da sola o quasi, ripagando sei anni di assenza di materiale inedito con un lavoro sorprendente e maturo.
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