• MUSE, The Resistance (Warner Bros., 2009)

    Che gusto c’è nel recensire i Muse? Tutti sanno come suonano, cosa suonano, conoscono i pregi e gli eccessi (ovvero i difetti), e parrebbe inutile avventurarsi nell’analisi di questo “The Resistance”. Però si deve fare, e si fa. Soprattutto per dire, per prima cosa, che gli sfondoni di “Black Holes And Revelations” sono superati, il…

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  • Port-Royal e la “Balding Generation”

    Port-Royal e la “Balding Generation”

    Quando si parla dei Port-Royal non si può fare a meno di usare aggettivi come “dilatato”, “rarefatto” e compagnia bella. Quasi inevitabile. Fu appunto il nostro Paletta – nel recensire “Flares” (2005) – a notarlo, precisando che dietro a tali definizioni “spesso si nascondono noia e riproposizioni di cliché post-rock che sono ormai diventati talmente…

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  • MQUESTIONMARK, One for All All for One (Bad Trip Records / Unhip Records, 2009)

    Fin da quando gli Mquestionmark hanno fatto capolino nelle terre di “via Carlo Marx, via Ho Chi Minh, via Che Guevara, via Dolores Ibarruri, via Stalingrado, via Maresciallo Tito e piazza Lenin” hanno subito rappresentato un unicum: di primo acchito per i due bassi e la mancanza della chitarra, ma non solo per quello. L’indole…

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  • Bang Bang Eche, chi-più-ne-ha-più-ne-metta

    Bang Bang Eche, chi-più-ne-ha-più-ne-metta

    Orfani degli Arctic Monkeys? Il nuovo corso delle Scimmiette fa discutere: qui su Kalporz abbiamo detto la nostra, approfondita con la recensione del dotto Dotto di "Humbug" e leggermente piccata con il referendum sugli effetti lisergici del deserto sulle chitarre fino ad allora sempre sveglie e veloci dei Monkeys. Sul Facebook di Kalporz si sono…

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  • Chariots Of Tuna, elogio della frivolezza

    Chariots Of Tuna, elogio della frivolezza

    È stata una delle band più bloggate di quest’estate, perché il sound dei Chariots Of Tuna è – senza ombra di dubbio – solare, twee e molto frivolo. Molto bene: la frivolezza non è in sé una caratteristica positiva, ma a volte viene quasi da invidiare chi la possiede con nonchalance. I Chariots Of Tuna…

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  • 9/11 Memorial

    9/11 Memorial

    La cosa strana è che non abbiano ancora ricostruito. Lo sanno tutti, e lo si nota fortemente quando si è a New York: palazzi vengono abbattuti e ricostruiti un batter d’occhio, in sei mesi circa. A Ground Zero invece sembra che tutti lavorino e contemporaneamente non facciano niente, sembra che N.Y. non si sia ancora…

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  • I Litfiba esistono ancora. Che sciagura.

    I Litfiba esistono ancora. Che sciagura.

    Giravo per cartelloni online per capire bene quali concerti ci fossero questa settimana nella mia regione, in Emilia, quando una data impossibile (impossibile perché non credevo nemmeno che il relativo gruppo esistesse ancora, o meglio, lo sapevo ma inconsciamente rimuovevo…) mi si è parata davanti: i Litfiba alla Festa del PD di Modena, sabato 12…

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  • I Radiohead regalano “These Are My Twisted Words”

    I Radiohead regalano “These Are My Twisted Words”

    Magari eravate in vacanza, il 14 di Agosto, e non ve ne siete accorti. Anzi, più che magari: di sicuro. Cioè, si spera che il 14 di Agosto la generalità delle persone sia (meritatamente) in ferie. Ultimamente la mia amica Cate mi ha fatto riflettere sulla diversità di suono, di significato delle parole “vacanze” e…

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  • The Postmarks, credere in una copertina

    The Postmarks, credere in una copertina

    C’erano tempi in cui i dischi si potevano comprare anche solo per una copertina. Bastava. Ora invece solo un desperado potrebbe pensare di non ascoltarsi qualcosa prima, attraverso i mezzi più o meno leciti che pullulano. Prendiamo per esempio questa copertina dei Postmarks: old style rovinata come se fosse un disco usato, con un rouge…

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  • Kings Of Convenience, odore di casa

    Kings Of Convenience, odore di casa

    La cosa strana, di quando si torna, è che l’odore di casa tende perennemente a sorprenderti e a rassicurarti allo stesso tempo. Lo si ricorda solo distintamente quando si varca la soglia, carichi di zaino o valigie, piegati in due dal viaggio di ritorno, con la sola voglia di stravaccarsi per godersi ciò da cui…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010