• SAMUEL KATARRO, Off, Modena, 3 marzo 2010

    SAMUEL KATARRO, Off, Modena, 3 marzo 2010

    Tutti conoscono la storia del brutto anatroccolo che diventa un cigno, ma nessuno ancora conosceva la storia del semipapero. Sì perché quest’ultimo è l’animale che c’entra, anche metaforicamente, per raccontare quella che è stata la prima data del tour di Samuel Katarro, partito proprio dall’Off di Modena. Il tour di “The Halfduck Mistery”, appunto: un…

    Read More

  • I Massive Attack, i remix e l’ipnosi assicurata

    I Massive Attack, i remix e l’ipnosi assicurata

    Ci sono dischi che sembrano che ti vogliano dire qualcosa, o meglio che finiscono col segnarti un tempo, breve o lungo che sia. L’ultimo album dei Massive Attack sembra uno di quelli. “Heligoland” è capace di estraniarti per l’intera sua durata, di farti immergere per poi risalire, e non ci dilunghiamo oltre perché la recensione…

    Read More

  • Phantogram, dream pop tra terra e cielo

    Phantogram, dream pop tra terra e cielo

    Spulciando qua e là come un lupacchiotto che annusa il terreno mi sono imbattuto in un duo newyorkese che mi ha fatto rizzare il pelo: i Phantogram. Il primo approccio l’ho avuto con “When I’m Small” che è un pezzo paurosamente dritto: va avanti con una batteria alla primo-Beck, una chitarrina sixties tra l’easy e…

    Read More

  • MASSIVE ATTACK, Heligoland (EMI, 2010)

    MASSIVE ATTACK, Heligoland (EMI, 2010)

    Non è facile entrare dentro ai dischi dei Massive Attack. Sarà che i bristoliani fanno di tutto per rendere unico il loro mondo velandolo di sfaccettature non udibili al primo colpo, sarà che sanno celare il nascosto nel palese, fatto sta che l’esperienza sensoriale, con loro, è sempre straniante. E anche stavolta, per questo “Heligoland”…

    Read More

  • The Happy Hollows, dietro l’angolo gli Elastica

    The Happy Hollows, dietro l’angolo gli Elastica

    Già nell’ultima Caspiterina! siamo andati a ri-sbirciare nelle sonorità degli Anni Novanta (con gli Ash) ed è subito tempo di tornarci, nei nostri indimenticati Nineties. Colpa delle sonorità di questi Happy Hollows, da Los Angeles: gli Elastica sono dietro l’angolo, gli Smashing più quilli un riferimento un po’ velato ma presente. Gli Happy Hollows sono…

    Read More

  • I Grizzly Bear vendono auto

    I Grizzly Bear vendono auto

    Le canzoni saccheggiate dalla pubblicità in televisione, si sa, mettono un po’ di tristezza al cuore. Chiunque ami alla follia qualcosa, con passione, credo e devozione non può accettare che l’oggetto di questo amore incondizionato sia veicolo per vendere. Però è altrettanto vero che nessuno nel 2010 può pensare di scandalizzarsi, l’utilizzo commerciale della musica…

    Read More

  • APPALOOSA, (Urtovox / Audioglobe, 2009)

    C’è un film che in questi giorni sta scuotendo la Toscana e che lancia messaggi scomodi contro il “sistema costituito”, dalla parte dei trentenni ovvero di tutti quei giovani che sono ancora esclusi dal giro di giostra perché ancora ci sono degli altri che non vogliono lasciarla, la giostra. Si chiama “La Banda del Brasiliano”…

    Read More

  • MODERAT, Moderat (Bpitch Control, 2009)

    Il vero artista si muove, cambia, si rimette in gioco. Proprio come Apparat che, non domo dell’ottimo dream-pop con striature elettroniche del fascinoso “Walls” (2007), ha preferito rifare un passo indietro verso i suoni ancora più sintetici e i campioni mettendosi in società con Modeselektor. Risultato? Un “Walls” con i suoni più vicini all’attualità, con…

    Read More

  • EELS, Hombre Lobo (Vagrant, 2009)

    Ci sarebbero giusti motivi per mettersi di buona lena ad analizzare le liriche di “Hombre Lobo”: il licantropismo, la percezione dell’assenza, il sentimento non ricambiato… in una parola, quella che Mr. E ha messo lì sotto il titolo a spiegazione chiara, il desiderio. Testi di un amore sommesso per le piccole cose, per le risate…

    Read More

  • Warpaint, tre losangeline ipnotiche e lunari

    Warpaint, tre losangeline ipnotiche e lunari

    Il primo vero flash dell’anno. Le Warpaint, misconosciuta band californiana di Los Angeles formata da tre ragazze capitanate dalla enigmatica Emily Kokal (attuale morosa di John Frusciante), ci hanno colpito con il video di “Elephants”, una oscura traversata ipnotica e mutevole lungo la luce lunare. E la luce lunare è l’elemento che più si addice…

    Read More

Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010