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Nuovo Thanks4AllTheFish! dedicato ad artisti soul che però non vengono (come farebbero invece pensare) dagli Stati Uniti.
Les Imprimés (Kristiansand, Big Crown Records)
Fading Forward giunge a tre anni di distanza da Rêverie, l’acclamato debutto del 2023 di Morten Martens con il moniker Les Imprimés, ed è stato scritto, suonato e prodotto quasi interamente da questo musicista autodidatta originario di Kristiansand, in Norvegia. Un lavoro che amplia le basi trasversali di Martens, approfondendo temi come amore, perdita e resilienza. Un mix di soul classico, doo‑wop e rnb che non nasconde una sensibilità hypnagogic pop in brani come “With You” che sembra uscire da questo disco.
Les Imprimés è musica che suona allo stesso tempo classica e attuale, fatta di songs che arrivano subito, al primo ascolto, e che continuano a crescere dentro chi li ascolta. “È musica soul, ma non ho esattamente la voce soul – racconta. La faccio a modo mio.”
Tiwayo (Parigi, Record Kicks)
Tiwayo si è costruito una solida reputazione internazionale condividendo il palco con Curtis Harding, Cody Chesnutt e Marcus Miller. Dopo i primi due album Desert Dream (Yotanka Records) e The Gypsy Soul of Tiwayo (Blue Note), quest’ultimo esordio del 2019 prodotto dal vincitore di un Grammy Mark Neill, Tiwayo sembra allontanarsi dalla scena musicale. La svolta arriva quando Adrian Quesada dei Black Pumas ascolta i suoi demo e lo invita ad Austin per lavorare a un nuovo progetto, che diventerà Outsider.
In un’epoca dominata da revival nostalgici, il cantautore francese sceglie una direzione opposta, abbracciando il ruolo dell’outsider e dimostrando che crudezza e spontaneità emotiva restano la sua firma artistica più potente. Southern soul e blues in un ottimo disco.
Mamas Gun (Londra, Absolute Label Services)
Dig è il sesto album di questo ensemble attivo dal lontano e 2007 guidato dal talentuoso Andy Platts. Forse la più vintage tra le proposte di oggi, anche perchè vede la collaborazione del tastierista Brian Jackson, già con Gil Scott-Heron in lavori fondamentali del poeta di Chicago come Winter in America. Dalla title track – una nuova “Just The Two Of Us” – fino alla conclusiva “Joy” si viaggia tra sonorità appunto alla Bill Withers, ma anche Marvin Gaye e la Motown degli anni settanta, Isaac Hayes e perfino Electric Light Orchestra.
Chris Boot (batteria), Cameron Dawson (basso), Terry Lewis (chitarra) e Dave Oliver (tastiere) completano la line-up. Gustosa l’accoppiata “Hardest Yards”/”The Proof” a metà album ad alzare i giri con spruzzate funk e la dotatissima voce di Platts.
Jalen Ngonda (Liverpool, Daptone Records)
Avevamo scoperto Jalen Ngonda con Monica sia tramite il podcast di Indi(e)pendenze che sul blog Going Underground. L’originario del Maryland trova la sua strada in Regno Unito, grazie all’aiuto economico della famiglia che gli permette di studiare al Liverpool Institute for Performing Arts; dopo essersi fatto le ossa seguendo Lauryn Hill e Martha Reeves registra il debutto Come Around And Love Me per la Daptone, accolto dal plauso degli addetti ai lavori (Snoop Dogg, Elton John) e del pubblico con due singoli nella Top20 UK.
In attesa del sophomore Doctrine Of Love previsto per il prossimo 31 Maggio – quando curiosamente tutti gli album di qui sopra sono usciti il 10 Aprile – ci lasciamo deliziare da “Hang It On The Shelf”, rhythm’n’blues d’alta scuola in cui insegue i fasti di Otis Redding.
Foto: Les Imprimés, by Tor Stensola

