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Il #tbt di questa settimana va a riscoprire il disco “doppio” di Will Toledo/Car Seat Headrest, “Twin Fantasy“.
Twin Fantasy uscì nel novembre del 2011, e Will Toledo lo definì un concept album creato per esplorare e raccontare una relazione dell’epoca. L’intero disco, registrato nuovamente sette anni dopo (nel 2018) con i Car Seat Headrest al completo sotto il nome di Twin Fantasy (Face to Face), è una prodigiosa raccolta di brani che spaziano dalla malinconia, come in “Stop Smoking (We Love You)”, a brani energici e strutturati, come “Sober to Death”; il culmine, tuttavia, è rappresentato da quella che personalmente considero una delle migliori canzoni soliste mai scritte dagli anni 2010 in poi, ossia “High to Death”.
Il brano inizia con una serie di arpeggi ad accompagnare la voce di Toledo.
I fell over. I fell onto the ground. I wish I was sober. I can’t get up off the ground.
Siamo riversi al suolo, sopravvissuti a una tragedia, a un incubo, o semplicemente al giorno prima. La vista è annebbiata, e in attesa di riprendere il comando del proprio corpo i campionamenti acuti ci pungolano. La frizione di una delusione, l’agopuntura di una speranza distrutta. Dando la schiena al mondo, la nostra coscienza si riaccende e il danno sembra irreparabile.
It’s the middle of the night. And I’ll never be alright again. And this wallpaper. Keeps going ‘round the room. Keeps going ‘round the room. Keeps going ‘round the room. And I follow it around the room. And I follow it around the room.
Non c’è indizio per scovare l’origine della nostra sensazione di disfatta, se non le doglie sonore che ci portano a soppesare il senso della nostra vita.
And I sat there in the steps. Considering death.
Siamo una sfera di fuoco al centro di tutto, ma sensibile e ferita: “un cervello infuocato al centro delle cose”. E non riusciamo a spegnerlo – continua seguirci. È come un ricordo accessibile soltanto per mezzo di un macchinario.
Used to be so human, now it’s just a machine.
E il brano finisce proprio con l’audio di un’amica di Toledo, la signorina Hojin “Stella” Jung, che descrive un proprio portfolio artistico. Colei che in seguito disegnerà l’iconico artwork di questo album imperdibile per chi vuole riscoprire la vera natura dell’indie-rock.
(Federico Spagnoli)

