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7. GUM – Blue Gum Way
Jay Watson, musicista australiano dell’orbita dei Tame Impala e membro dei Pond, è conosciuto fin dal 2014 anche con il progetto solista GUM. Blue Gum Way, uscito lo scorso 6 marzo per p(doom) records, è un album psych-pop atmosferico e raffinato, ricco di synth e caratterizzato da una vena evocativa che fonde psichedelia morbida e sensibilità cantautorale.
6. Mei Semones & John Roseboro – Tooth Fairy
Dopo il debutto con Animaru nel 2025, Mei Semones torna con un nuovo singolo in collaborazione con John Roseboro. “Tooth Fairy” costituisce un ulteriore delizioso tassello dell’immaginario personale e variegato – tra bossa, indie pop e jazz – della cantautrice statunitense di origine giapponese.
5. Anjimile – You’re Free to Go
You’re Free to Go, uscito il 13 marzo per 4AD, è il nuovo lavoro di Anjimile. L’artista racconta con delicatezza temi introspettivi e identitari connessi all’esperienza transgender, nell’ambito di un folk acustico caldo e luminoso.
4. Flying Lotus – BIG MAMA
Big Mama segna il ritorno di Flying Lotus – reduce dalla colonna sonora del film Ash nel 2025 – con un EP compatto della durata di circa tredici minuti. Un nuovo viaggio per il producer californiano che si muove tra glitch, beat spezzati e atmosfere quasi cartoon.
3. Various artist – HELP(2)
Registrato negli studi di Abbey Road lo scorso novembre, Help(2) costituisce una prosecuzione del precedente The Help Album (1995), il cui ricavato è destinato a raccogliere fondi per l’organizzazione War Child a sostegno dei bambini che vivono in zone di guerra. Il roster radunato da John Ford include una costellazione significativa di nomi della scena alternative. Il progetto sarà accompagnato da un film documentario diretto da Jonathan Glazer.
2. The Lemon Twigs – I Just Can’t Get Over Losing You
Con “I Just Can’t Over Losing You”, i Lemon Twigs tornano al pop orchestrale fatto di coretti ricercati e melodie beatlesiane. Una gustosissima anticipazione del nuovo album previsto per maggio.
1. Kim Gordon – Play Me
Kim Gordon prosegue il suo percorso solista tra elettronica ruvida, beat hip-hop e attitudine post-punk. Play Me intreccia groove spezzati e distorsioni con lo spoken-sing caratteristico dell’artista, confermando la sua voce ancora radicale e imprevedibile nell’alternative contemporaneo.

