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Mille Punti ha pubblicato l’8 maggio 2026 il suo terzo album “OVERTOURISM” su Polyamore Records, la label fondata da Bruno Belissimo.
“OVERTOURISM” è un lavoro che consolida e porta a maturazione un percorso iniziato nel 2019 con “Retrofuturo” e sviluppato negli anni successivi attraverso una ricerca coerente sul suono, sulla forma live e sull’idea stessa di identità musicale.
Mille Punti nasce come progetto di musica elettronica suonata dal vivo. Non un dj set, ma una costruzione performativa che riporta la club culture dentro una dimensione strumentale e fisica. Cassa dritta, sintetizzatori analogici, strutture iterative, scrittura ridotta all’essenziale: l’attitudine è quella di limitare la strumentazione per aumentare l’impatto, lavorando per sottrazione piuttosto che per accumulo che ama sintetizzare nella definizione di “musica elettronica all’italiana“. Non come semplice etichetta stilistica o richiamo nostalgico alla tradizione italo, ma come tentativo di immaginare una grammatica contemporanea che si muova tra memoria e presente senza ridursi a stereotipo. Una formula che attraversa l’intero disco e che compare anche come sottotitolo nelle grafiche del progetto. Mille Punti a partire dal 2019, lavora sulla possibilità di definire una grammatica italiana dentro un linguaggio fortemente codificato come quello della club music.
L’esordio “Retrofuturo” del 2019 definisce le coordinate iniziali del percorso, mettendo in dialogo tradizione italo/disco e sensibilità contemporanea. Nel 2022 arriva il secondo capitolo del percorso, “Supervintage Disco Rave”, prodotto da Bruno Belissimo, che ne consolida l’approccio molto analogico aprendo la strada al sodalizio con l’etichetta Polyamore per gli EP “Il Sogno” e “Discoteca Deconstruction”. Nel 2025 il singolo “Matto” viene incluso nella compilation “Italomania Vol. 3” dell’etichetta berlinese Toy Tonics, inserendo il progetto in un dialogo diretto con la nuova scena italo/disco internazionale.
Per presentare “OVERTOURISM”, Mille Punti si è raccontato attraverso 7 ispirazioni che hanno segnato la gestazione di questo terzo album in studio.
I posti sinceri
Vivere in una città iper-gentrificata come Milano rende molto difficile, tra le altre cose, trovare dei bei posti sinceri dove piazzare. Col tempo mi son costruito una mappa di baretti, ristoranti e luoghi random che fossero fuori dalle logiche da drink sovrapprezzato e arredamento instagrammabile. Nel lavorare al sound e all’estetica del mio disco ho cercato di costruire qualcosa che fosse proprio come uno di quei posti segnati sulla mia mappa.
Le maglie da calcio vintage
Ho una fissa per le maglie da calcio degli anni ’90 e 2000, spesso scrollo per ore siti di maglie di seconda mano senza poi comprarne nessuna. Quando abbiamo iniziato con Dudu (il mio grafico) a pensare all’immaginario del disco, che aveva un forte legame con l’italianità e con gli anni ’90, il riferimento alla Nazionale di quel decennio è venuto automatico. Così come il tributo alla mia maglia da calcio preferita di sempre, quella dell’Italia del ’96: è diventata la reference per i colori della copertina e parte del mio outfit live (ho comprato una replica tarocca).
Franco Battiato
Tra i miei artisti italiani preferiti di tutti i tempi, sicuramente quello che più mi ha ispirato per questo disco. La spiaggia affollata descritta in “Malinconia Mediterranée” è il contraltare di quella onirica di “Summer on a Solitary Beach”, le “notti a suonare nei licei” di cui si parla in “Scelte Sbagliate” richiamano il testo di “Cuccuruccucù” ,la melodia vocale di “Una Pace Interiore” è praticamente una citazione.
L’infinita curiosità di Battiato per i territori inesplorati è per me una Stella Polare, un insegnamento a non fermare mai la ricerca nella musica, anche quando si tratta di “musica leggera”.
Il punk funk
Essendo completamente autodidatta e non avendo una formazione accademica, ho sempre avuto un approccio alla musica molto punk, sia nella costruzione del sound, sia nella performance live, sia nell’attitudine DIY.
Per questo amo quelle band di inizio anni 2000 come The Rapture o !!! (chk chk chk) che sono riuscite a far ballare il mondo intero pur avendo un mood più simile ai Fugazi che agli Chic. Nonostante faccia musica elettronica praticamente senza chitarre, mi piace molto fare ballare e fare casino seguendo la lezione di quelle band.
Le fanzine DIY degli anni ’90
A proposito di cultura DIY, sono un feticista di poster e fanzine di inizio anni ’90, che venivano disegnate a mano e fotocopiate per poi essere distribuite a concerti, rave, serate. Oltre a essere una reference estetica incredibile, sono di fatto il ponte tra le mie sottoculture di riferimento, quella dei live underground e quella dei rave. Le immagini a corredo del disco, come quella del cavallo che sfugge dalle sue catene, pescano a piene mani da quelle stampe fotocopiate.
Jamie xx
Quando ho iniziato a scrivere il disco, nell’autunno 2024, era appena uscito “In Waves” di Jamie xx, un album che ho consumato in maniera ossessiva. Mi son guardato ottomila video su YouTube per approfondire le tecniche di produzione di quello che è per me un vero genio del nostro tempo. Più di tutto mi affascinava la sua arte di maneggiare i sample, utilizzandoli di volta in volta o come un omaggio lampante o come un suono nascosto, un tassello che costituisce la texture di un brano. Ho poi cercato di scopiazzare a modo mio, buttandomi in questo infinito gioco di collage: tra le cose che ho campionato per i brani di “OVERTOURISM” c’è la mia stessa voce, del funk indonesiano, musica araba per la danza del ventre e una famosa band indie rock (spero che non mi becchino).
Parigi
L’opening track Ore Scure, il pezzo più personale e intimo del disco, l’ho scritta a Parigi e si porta dentro la malinconia di quella città d’autunno. Tutte le volte che la canto dal vivo mi si presentano davanti agli occhi delle immagini ben precise di luoghi e momenti che ho vissuto in quel periodo, come le ore scure del mattino in cui presi la metro per lasciare la città.

