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Ist Ist Santeria, Milano, 17 marzo 2026
Racchiudere gli Ist Ist, band dagli innumerevoli riferimenti, nell’area post-punk può essere riduttivo, ma riesce a rendere l’idea del fluire della performance che il quartetto di Manchester ha offerto in questa tappa milanese. Già visivamente la band ha cercato di rinnovarsi, quindi non più casual, con il cantante Adam Houghton, tra occhiali Ray-Ban e giacca nera, e i soci che danno un taglio minimale, elegante e se vogliamo anche inquieto al gruppo.

Il concerto si muove attraverso una scelta di brani differenti rispetto alle prime date dove le “hit” erano posizionate all’inizio, che alterna momenti di tensione a improvvise aperture che brani come “Encouragement” e “Something Has to Give” riescono a provocare e che insieme a “Lost My Shadow”, “The Kiss”, “What I Know” e “Makes No Difference” saranno i momenti più esaltanti del set che tra campionamenti, chitarre taglienti e synth cupi porta in luoghi dove il profondo e l’oscuro non fanno così paura, grazie anche a grandiosi innesti melodici.
L’ultimo lavoro, “Dagger”, decisamente di valore, riesce a essere inserito tranquillamente tra i ‘classici’ dimostrando una maturità non ovvia, ed è vero che ogni canzone sembra evocare echi di band come Wire o Interpol, ma gli Ist Ist riescono comunque a costruire una propria identità grazie a quella componente dark quasi ossessiva presente in ogni arrangiamento. I synth, mai invadenti, aggiungono profondità, mentre la sezione ritmica spinge costantemente in avanti. “Dreams Aren’t Enough” rappresenta un altro momento prezioso e con il suo crescendo emotivo prepara a un finale dove la band alza il tiro con “I Remember Everything” che chiude il set principale.
L’ottima “I Am the Fear”, come si diceva spesso usata come apertura durante il tour, assume qui un valore diverso, un’esplosione di colori che partono dal profondo, e “Stamp You Out” chiude definitivamente un concerto che è stato capace di trasformare influenze riconoscibili in un linguaggio personale e convincente. Una band che, pur guardando al passato, riesce a suonare assolutamente presente.

