Dal 29 luglio al 3 agosto torna come ogni anno Filagosto Festival, il festival di Filago (BG) che dal 2003 offre buona musica nazionale e internazionale a costo zero
I prossimi 23 e 24 giugno si svolgerà a Roma ‘La Tempesta Gemella’, festival estivo organizzato dell’etichetta de La Tempesta, all’interno del quale si esibiranno diversi suoi gruppi, tra cui Il Teatro degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, The Zen Circus, Aucan, Il Pan del Diavolo, Sick Tamburo, Giorgio Canali & Rossofuoco… e molti altri.
“Non credere mai a chi canta di mestiere”: queste sono le parole di Appino durante “L’inganno”. Si parte da qui per capire questo disco dal titolo tradotto in tre lingue e dedicato a questo fantomatico gentiluomo: non dobbiamo aspettarci niente di serio(so) da queste dodici canzoni. E non perché gli Zen Circus siano degli incapaci,…
Se avete già sentito parlare degli Zen Circus, il 99% delle volte li avrete trovati descritti come “i Violent Femmes italiani”; una descrizione veritiera, che però, ascoltando questo “Doctor seduction”, appare quantomai riduttiva. Giunti al terzo album, i tre pisani non rinnegano il suono che li ha condotti e ispirati, ma lo disciplinano, rendendolo meno…
Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo.
Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai.
(Matteo Marconi)Le puntate precedentiBack To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla piùBack To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!”
Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV)
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14 settembre 2010
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