Ebbene sì, abbiamo saltato un giorno nel diario. Mi scuso, ma la responsabilità è oggettivamente da attribuire a cause di forza maggiore, che rispondono in maniera esatta a un titolo: Once Upon a Time… In Hollywood. Per vedere il nuovo film di Quentin Tarantino, infatti, ho dovuto affrontare una lunga e faticosa fila di tre…
In un festival capita di incappare nella giornata nera, quella in cui per un motivo o per l’altro non si riesce a evitare di trovarsi di fronte a un film mediocre, inanellandone una quantità preoccupante. Se si aggiunge il particolare clima di quest’anno, con nuvoloni color pece che impediscono ai raggi di sole di filtrare…
Diario 18 maggio 2019 Si possono fare le ore piccole a un festival, sommersi da nuovi film presentati in anteprima mondiale, per rivedere un film che si conosce a memoria? Ovviamente sì, per lo meno se quel film è Shining di Stanley Kubrick. Al di là di questo va detto che la copia che è…
Dopo tre giorni è chiaro a tutti che per affrontare questa edizione del Festival senza esserne sopraffatti, e senza farsi venire troppe paturnie è indispensabile possedere un animo fortemente ispirato dallo zen. La guerra mai dichiarata ma sotterranea nei confronti della stampa portata avanti negli ultimi anni dal delegato generale Thierry Frémaux si sta tramutando,…
Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo.
Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai.
(Matteo Marconi)Le puntate precedentiBack To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla piùBack To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!”
Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV)
Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta VegaBack To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2
Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom YorkeBack To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89)Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster
14 settembre 2010
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