• WILD BEASTS, Two Dancers (Domino, 2009)

    Come sin dall’inizio qualcuno ci ha insegnato (ma chi poi?), la differenza ancestrale tra rock americano e corrispondente rock inglese risiede essenzialmente nella problematica questione della verità o, rubando per pigrizia una scheggia terminologica alla filosofia heiddegeriana, di quella che potremmo definire la questione dell’”autenticità”. Mentre (quasi tutte) le band americane sembrano infatti e in…

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  • HOWLING BELLS, “Radio Wars” (Independiente, 2009)

    HOWLING BELLS, “Radio Wars” (Independiente, 2009)

    Recensione di Radio Wars degli Howling Bells: tra dream‑pop e indie rock, buone canzoni ma un passo indietro rispetto al debutto.

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  • SOAP & SKIN, Lovetune For Vacuum (PIAS, 2009)

    Si chiama Anja Plaschg, è nata e vissuta a Gnas, sperduto paesello in Stiria (Austria) e ha composto (poco più che diciottenne) in solitudine pressoché completa uno degli esordi più rimarchevoli dell’annata musicale in corso. Osannata in pari misura dalla critica telematica (principale catalizzatrice del “caso” mediatico) che dalla carta stampata, con il suo esordio…

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  • Play Arezzo Art Festival (Arezzo) (20-26 luglio 2009)

    Play Arezzo Art Festival (Arezzo) (20-26 luglio 2009)

    Si sa, non serve specificarlo, l’estate è la stagione peggiore per le pene d’amore (rima involontaria ma efficace!), e siccome il sottoscritto ha in fondo sempre goduto, al di là di ogni compiacimento spiritoso, di un sontuoso abbonamento in tribuna d’onore con la sfiga più appiccicosa e persecutoria, non poteva certo farsi mancare la ghiottissima…

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  • CASS MCCOMBS, Catacombs (Domino, 2009)

    Esistono dischi microscopici, talmente esili e sottili da passare attraverso i filtri della critica più allertata e sensibile senza che nessuno se ne accorga. È forse questo il caso soprattutto di un cantautore-menestrello come Cass McCombs, californiano d’origine ma vagabondo di indole, con trascorsi teatrali alle spalle e tre album più un ep dati alle…

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  • WHITE RABBITS, It’s Frightening (TBD, 2009)

    L’indierock americano non è affatto morto, come tutte le altre cose bisogna solo sapere dove andare a cercarlo. E non è detto che si debba per forza essere dei poco convinti emuli di Modest Mouse o Built To Spill per continuare ad ampliare il discorso di quella che ormai è diventata, a ben vedere e…

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  • THE VASELINES, Enter The Vaselines (Sub Pop, 2009)

    Ci sono gruppi che fanno la storia (o una piccola parte di essa) proprio perchè (quasi, e più avanti vedremo l’importanza di questo “quasi”) nessuno comprò o ascoltò i loro dischi. Senza dover scomodare i soliti Velvet Underground quest’oggi ci potremmo accontentare della storia decisamente meno nota degli scozzesi Vaselines, approfittando della concomitante pubblicazione di…

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  • GRIZZLY BEAR, Veckatimest (Warp, 2009)

    Veckatimest, nonostante il nome dalle tonalità vagamente nordiche, è un’isoletta di poco meno di un chilometro quadrato appartenente allo stato del Massachusetts, una microscopica goccia d’inchiostro nel vostro atlante geografico in cui apparentemente non dovrebbe né potrebbe accadere alcunché d’interessante o risolutivo. Proprio lì i newyorchesi Grizzly Bear si sono rifugiati (anzi: si sono nascosti)…

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  • THE PHANTOM BAND, Checkmate Savage (Chemikal Underground, 2009)

    L’”altra” Scozia torna a far parlare di sé e lo fa attraverso la sua etichetta storicamente più importante e rappresentativa. Il fatto interessante è che paradossalmente i Phantom Band non hanno una parentela poi così stretta con il “suono” storico targato Chemikal Underground (quello dei vari Arab Strap e Mogwai, per intenderci). A sentirli, non…

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  • IT HUGS BACK, Inside Your Guitar (4AD, 2009)

    Arrivano all’esordio i quattro imberbi giovinetti provenienti dal Kent, già fattisi notare l’anno passato dalle orecchie più accorte con qualche ep a firma It Hugs Back. Fregiati dall’araldica di alto lignaggio di un’etichetta a suo modo seminale come la 4AD di Ivo Watts-Russell, gli It Hugs Back hanno tutto l’aria di poter essere considerati una…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010