• Back To The Future Vol. 9 – Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più

    Back To The Future Vol. 9 – Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più

    Il rock sa essere crudele, a volte. Abito in una città in cui per un mese si è celebrato il mito dei Joy Division, per il trentennale della morte di Ian Curtis, ma in fondo è un decennio che i Joy Division vengono professati di fatto, con i vari Interpol ed Editors, ad esempio. Invece…

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  • How To Destroy Angels, calma apparente da post-omicidio

    How To Destroy Angels, calma apparente da post-omicidio

    Poche settimane fa ci ha pensato M.I.A. a sorprendere con un video piuttosto forte (“Born Free”), ora pare invece che il pallino del video più inquietante dell’anno sia passato dalla parte di Trent Reznor e del suo nuovo progetto con la compagna Mariqueen Maanding, gli How To Destroy Angels. “The Space In Between” parla di…

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  • BOMB THE BASS, Back To Light (!K7, 2010)

    Non è mica facile essere i Royksopp. Anche a me piacerebbe fare il Presidente della Repubblica, ma non ho (ancora) l’età e men che meno le competenze. Tim Simenon, in arte Bomb The Bass, con questo “Back To Light” anela al duo norvegese senza raggiungerlo, ovviamente. Bomb The Bass è tamarrissimo e non riesce ad…

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  • The Pains Of Being Pure At Heart: nuovo singolo per le ultime piogge capricciose

    The Pains Of Being Pure At Heart: nuovo singolo per le ultime piogge capricciose

    Non è stata, finora, una primavera molto fortunata. Di solito il sole e l’allungarsi delle giornate già modifica i gusti del lettore cd, apre, si volge a territori musicali più aperti, si prepara a cambiamenti. Invece solo in questi giorni si è un po’ svoltato. Gli ultimi accenni melanconici sono fregio dei The Pains Of…

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  • NEW CHERRY, Le Forme di Pedro (My Place Records, 2010)

    Chi scrive ha un’ammirazione smisurata per Sara Piolanti: è quasi illimitata la flessibile potenza della sua voce, e di ciò ce se n’era accorti fin dai tempi dei Caravane De Ville. Poi la si era un po’ persa per strada, e forse si era un po’ smarrita pure lei. Ora torna con il progetto New…

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  • Abbabula Festival (Sassari) (14 maggio 2010)

    Abbabula Festival (Sassari) (14 maggio 2010)

    Il gioco di parole è facile, però è inevitabile: il secondo giorno di Abbabula, che letteralmente significa “acqua alla gola”, ha voluto tenere fede al proprio nome. Nomen omen. Una pioggia insistente, comunque largamente preventivata, ha cercato di dare fastidio e mettere i bastoni fra le ruote al Festival sassarese che però è andato avanti…

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  • Abbabula Festival (Sassari) (13 maggio 2010)

    Abbabula Festival (Sassari) (13 maggio 2010)

    Non ci si ricorda mai abbastanza quanto sia bella la Sardegna. Specialmente in questo periodo, di primavera: colori pastello, fortissimi chiaroscuri, una brezza piuttosto pungente che fa vestire i sassaresi con maglioncino e giacchetta alla facciazza dei turisti che vorrebbero sfoggiare le classiche mezzemaniche. Abbabula (che significa “acqua alla gola”) inizia così, in questa città…

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  • I Common Loon, indefesse formichine

    I Common Loon, indefesse formichine

    Le formiche sono insetti laboriosi, si sa. Sociali, si usa dire. Hanno una spiccata dinamicità che si fa fatica a comprendere, un’indefessa volontà che le porta ad andare via a testa bassa, organizzate, solerte e mai affaticate. I Common Loon, un duo dell’Illinois, si scelto in realtà nel nome un altro animale, la gavia (loon…

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  • Prodigy, Palabam Mantova, 23 aprile 2010

    Prodigy, Palabam Mantova, 23 aprile 2010

    Sinceramente, pensavo di aver visto tutti i tipi di concerti. Come tipologia di pubblico, intendo. Invece quello dei Prodigy mi ha sorpreso, e notevolmente: eccessivo e molesto come la musica della band dell’Essex. Oltremodo molesto. All’inizio, quando diversi ragazzi si buttavano giù dalle gradinate per poter assistere al concerto in mezzo alla bolgia con la…

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  • BAD APPLE SONS, Bad Apple Sons (A Buzz Supreme, 2010)

    Vincere il Rock Contest ha portato fortuna a molti, in primis agli Offlaga e a Samuelino Katarro. In realtà non si tratta nemmeno di fortuna, chi arriva ad essere la massima segnalazione in un concorso così articolato e curato ha dei numeri per forza. Come questi Bad Apple Sons, che ce li ricordiamo molto bene…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010