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Dalle promesse alle conferme
Sono contento. Non mi sono rimbambito. Perché è sempre così quando si scopre una band magari poco conosciuta sulla quale si punta molto, la si veicola come “next big thing” e poi… nada. I Francis Of Delirium – band lussemburghese (!) guidata dalla fantastica front-woman Jana Bahrich (classe 2002) – hanno avuto un po’ questo percorso qui su Kalporz: il sottoscritto li aveva scovati, aveva esaltato il primo ep “The Funhouse” (2022) e poi era rimasto un po’ interdetto dal debutto sulla lunga distanza, “Lighthouse” (2024), un album un po’ troppo appiattito su un rock innocuo alla boygenius che avevo definito pill-rock. Ma già il bellissimo video artigianale di “It’s A Beautiful Life”, anticipazione proprio di questo lavoro, aveva fatto capire che le cose erano migliorate.
Una tavolozza sonora più ampia e ambiziosa
“Run, Run Pure Beauty” allarga la tavolozza sonora dei Francis Of Delirium con nuove sensazioni orchestrali e ariose come in “Sucker Punch” e nell’ottima “Higher”, due punti elevatissimi dell’album che parrebbero essere stati ispirati dal percorso dei Wolf Alice. Ma oltre a queste aperture che ossigenano ci sono anche sguardi al mood caldo del pop dei ’70 e a quello dei ’90 (inevitabile non non pensare ai Cranberries per “Damned”), perché i Francis Of Delirium non hanno paura di confrontarsi in campi da gioco in cui non erano ancora scesi.
Jana Bahrich e il sogno di un rock europeo
Le performance vocali di Jana sono complesse, impressionanti: la sua voce si estende e continua a modulare con un’espressività davvero importante. Ma il punto più straordinario è la padronanza totale della materia, probabilmente acquisita con tour interminabili in giro per il mondo. E non è scontato, per una band europea non inglese, farsi tour americani (dove saranno anche dal 26 ottobre al 21 novembre, partendo da Seattle fino a Boston).
Se in futuro nascerà una vera e propria “cultura rock europea” trasversale, questo album non potrà che esserne considerato un inevitabile, importante, tassello.
80/100
(Paolo Bardelli)

