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“Splendida in croce” è il secondo album di Candra, uscito il 6 febbraio 2026
Il disco lavoro che si colloca in continuità diretta con “Bonola Boy”, di cui riprende temi, immagini e tensioni emotive, provando però a osservarle da una distanza diversa. Se il disco d’esordio era attraversato da una spinta costante alla fuga, qui il movimento è opposto: le canzoni si fermano, restano dentro le cose, cercano di guardarle con maggiore lucidità e spirito critico, senza la pretesa di risolverle. È un disco che prova a mettere un punto a questioni rimaste aperte, sapendo che quel punto non sarà mai definitivo.
Il suono, che intreccia indie rock e songwriting, è diretto e spesso spoglio, costruito per sostenere il racconto senza sovrastarlo. Le canzoni mantengono strutture semplici e una forte centralità della voce, lasciando spazio alle parole e ai silenzi.
Candra è originario di Livorno, tra il mare e un rapporto complesso con i luoghi d’origine, che diventerà centrale nella sua scrittura. Inizia a scrivere e suonare molto presto, muovendosi in modo autonomo e lontano da percorsi strutturati.
Queste le 7 ispirazioni di “Splendida in croce”
I BAR
Quelli piccoli, quelli che non fanno l’aperitivo, i circoli, le bocciofile. Mi piacciono i bar e quasi sempre chi li frequenta, mi piace sedermi al bancone e magari scambiare due parole con chi sta dall’altra parte. Mi piace il vino che ti danno in certi bar, meglio se sta in una caraffa invece che in una bottiglia, meglio se posso berlo da un gottino piuttosto che da un calice. Mi piacciono i bar perché si possono trovare in tutto il mondo e poi c’è quello sotto casa dove torni sempre.
LE PERSONE
Le persone sono per me da sempre una fonte di ispirazione e questo perché ci sono sempre storie dietro le persone, belle o brutte che siano. E per fare quello che faccio, ovvero raccontare storie, a partire dalla mia è fondamentale appassionarsi anche a quelle degli altri. Mi piace riportarle quando mi vengono raccontate come inventarle di sana pianta ispirato magari da un gesto. Mi rincuora sapere che le storie da raccontare siano innumerevoli e diverse perché la propria invece è una e inevitabilmente tende ad esaurirsi.
LORDRAN
È il regno dove è ambientato il mio videogioco preferito, Dark souls. Mi piacciono molto i videogiochi perché danno la possibilità di viaggiare dentro interi mondi, gigantesche ambientazioni, spesso con una loro cosmogonia completamente partoriti da una testa che non è la mia. Una cosa che mi emoziona è esplorare le idee di qualcun’altro, comprendere una storia che mi viene raccontata nei dettagli, con le parole e non, perdermi in paesaggi che raccontano di avvenimenti passati e presenti. Godere dell’opera di un’altro creativo, così tanto interattiva, è per me indispensabile.
IL MARE
Non tutto, solo quello di Livorno. Quel mare che mi ha adottato, pochi anni dopo la mia nascita, come ha adottatto bambini e bambine come me, da sempre. Quel mare che ami e poi odi e poi, col passare degli anni, torni ad amare, più forte di prima e per sempre. Perché adesso si porta dietro anche ricordi, nostalgie, fotografie di momenti belli e spensierati, i tuoi genitori giovani. Riporta alla mente persone che non ci sono più, nei loro momenti migliori, ti fa sentire di nuovo il suono della tua voce com’era, adesso irrimediabilmente cambiata. È un mare che è un promemoria, che parla e racconta e, come tutto ciò che parla e racconta, mi piace.
IMPRESE SPORTIVE
Mi interessano perché sono diametralmente opposte rispetto a dove sono io. Storie d’impegno, di rigore e dedizione che punta e porta alla rivalsa sociale. Eppure a volte, non capisco bene come, Vibrano allo stesso modo in cui vibro io e in qualche modo mi toccano e ne voglio sapere di più, mi documento, nonostante non mi ritenga un amante dello sport. Difatti non lo sono ed il mio è un amore per queste storie come se fossero storie di un altro pianeta, di un mondo diverso che poco conosco. LA MACCHINA
I viaggi in macchina sono molto importanti, prima di tutto perché sono l’unico momento in cui ascolto musica. Uno spazio dedicato ad ascoltare dischi, vecchi oppure nuovi che devo recuperare, Uno spazio di cui approfitto per riflettere, progettare, parlare da solo. Perché quando la voce esce dalla bocca è più facile da sentire, le cose che si pensano diventano più semplici da capire e da ricordare se le fai uscire fuori dal cervello.
LA MUSICA DEGLI ALTRI
Questa è la più semplice. Penso che non si possa fare musica senza ascoltare musica e credo sia impossibile non essere ispirati da quella degli altri. La faccio breve ma perché credo che in fondo lo sia. Il punto è che ho necessità di fare la mia ma provo gioia quando ascolto quella di qualcun altro

