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Una lista bellissima che si arricchisce di un nuovo nome
Finalmente si torna al Covo. Entrando, notiamo disseminati ovunque i volantini con lo stilema “45” e i nomi delle band che hanno fatto la storia del locale. Non è un caso.
Domenica 22 Febbraio infatti gli Sharp Pins si sono meritati un posto in questa lista, a fianco di Libertines, The Black Lips, Notwist, Franz Ferdinand, Mogwai, Yuppie Flu. Insignita del riconoscimento Best New Music di Pitchfork, che li ha definiti “quell’invincibilità tipica della giovinezza innamorata”, il trio guidato da Kai Slater ha tenuto fede al proprio motto, pure (power) pop music for now-and-then people. Grazie a una proposta sì nostalgica ma filtrata dall’approccio lo-fi di etichette e band indipendenti centrali nella formazione musicale mia, del sito che state leggendo e dei presenti a Bologna.
In apertura, purtroppo visti solo a metà, i Baseball Gregg di Luca Lovisetto e Sam Regan. Giunti al quinto LP, Briefs del 2022, ci sembra che abbiano caricato il loro sound con la chitarra di Asia Martina Morabito (Sleap-e) non togliendo un briciolo in empatia e purezza indie-pop. Speriamo ci sia all’orizzonte un nuovo disco.
The Who, Big Star e Guided By Voices in una sola band
Gli Sharp Pins cominciano a suonare, e notiamo immediatamente quanto la versione live di queste canzoni guadagni in elettricità e magnetismo. Il giovanissimo trio deve avere consumato dischi come Live At Leeds, Radio City dei Big Star e i gruppi della british invasion di metà anni sessanta: le pose di Pete Townsend a mulinello, l’abbigliamento vintage, i riff che non escono più dalla testa. “Circle All The Dots”, “Popafangout”, “(In A While) You’ll Be Mine” è un triangolo delle meraviglie (jangle)beat, laddove con “Queens Of Globes And Mirrors” e “I Can’t Stop” viriamo sulle ascendenze indie citate sopra, tra Sebadoh e Girls passando per la Creation Records e i Beat Happening – sono sotto K.
I brani vengono da tutti e tre gli album, dall’esordio Turtle Rock, di cui non resteranno copie a fine live (“si è venduto lento ma inesorabile…), all’ultimo Balloon Balloon Balloon. Opinione mia il migliore è Radio DDR per qualità dei pezzi e varietà di atmosfere, con “You Have A Way” che sembra uscire dalla penna di Lennon/Mc Cartney a cui fa da contraltare una “Is It Better” vicina all’offerta dell’altra band di Kai Slater, i Lifeguard, e quindi ai Nirvana.
Un chitarrista songwriter di ventun’anni, Joe Glass al basso e Peter Cimbalo alla batteria hanno stregato una venue da tutto esaurito, fermandosi a lungo al merch dopo un set in cui si sono lanciati in “Substitute” proprio degli Who e “Keep On Running” a firma Spencer Davis Group. Energia, talento e un futuro tutto da scrivere: grandi ragazzi.
(Matteo Maioli)


