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Una band più unica che rara since 2012
Il quartetto tutto al femminile delle La Luz è nato a Seattle nel 2012 dall’amore di Shana Cleveland per la musica di Dick Dale, The Shirelles e Link Wray. Con la batterista Marian Li Pino, Abbey Blackwell al basso e Katie Jacobson alle tastiere, presto rimpiazzata da Alice Sandahl ottiene un contratto discografico con Hardly Art, label che proprio in quel momento stava lanciando Colleen Green e i Protomartyr di Detroit.
I primi tempi della band sono in chiaroscuro: a metà del tour di It’s Alive rimane coinvolta in un incidente senza vittime sì, ma che danneggia l’intera strumentazione rendendola inutilizzabile. Il secondo album Weirdo Shrine le fa però decollare, grazie alla collaborazione di Ty Segall; la tecnica chitarristica di Shana Cleveland, ispirata a Takeshi Terauchi, è tra le più originali di una scena garage-psych che trova un’alternativa ai Black Lips e Allah-Las. Tra live infuocati e avvicendamenti in lineup le melodie doo-woop caratterizzano sempre di più i brani scritti dalla leader per Floating Figures del 2018 e La Luz del 2021, quest’ultimo suonato con il contagocce per via della pandemia.
Ispirata dalla scrittrice di fantascienza Octavia E. Butler e con una nuova consapevolezza scaturita dalla diagnosi di cancro poco dopo essere diventata madre, Shana ha messo nell’ultimo album News Of The Universe (Sub Pop) tutta sè stessa offrendoci un lavoro caleidoscopico, e assai profondo. Finalmente ce lo gustiamo in Italia.
I sixties, le atmosfere notturne e un fascino cinematografico
Ingresso su “Everybody Loves The Sunshine” del compianto Roy Ayers, gonfiabili offerti al pubblico e può partire il viaggio. Con Cleveland e Sandahl troviamo Lee Johnson al basso e la new entry Audrey Johnson dietro a una batteria Ludwig d’epoca, roboante durante l’esibizione.
News Of The Universe del 2024 domina una scaletta in cui si inseguono i fantasmi di Jim Morrison e Arthur Lee dei Love – la band è di stanza a Los Angeles – ma anche un magnetismo da soundtrack grazie al basso funk (“In The Country”) e agli arrangiamenti vaporiosi di tastiera (“Strange World”).
“Poppies” e “Dandelion” i pezzi migliori di quest’ultima fase cantautoriale, mentre “Cicada” è la surf music nel nuovo millennio: come se Pixies, o Echo And The Bunnymen avessero ascoltato i Beach House e i Grizzly Bear e ci registrassero un album dietro. Vibrazioni notturne da ballare e, insieme, una concezione di indie-pop retrò e giocosa (la beatlesiana e corale “Watching Cartoons”).
Una grande performance quella di La Luz al Covo, chiusa in delirio dalla hit “Sure As Spring”. Tarantino approverebbe anche perchè da sola vale il biglietto.
La scaletta de La Luz a Bologna:
Close Your Eyes
Loose Teeth
Call Me in the Day
Strange World
Good Luck With Your Secret
The Creature
Poppies
Always in Love
I’ll Go With You
Floating Features
Cicada
Dandelions
In the Country
News of the Universe
Watching Cartoons
Sleep Till They Die
California
Sure As Spring
Foto di Enea Boccato

