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Bob Dylan, Villa Pisani (Stra – Venezia) (2 luglio 2004)
Un Dylan sotto la pioggia a Villa Pisani
Quando si va a sentire un concerto di Bob Dylan non bisogna avere alcun tipo di aspettative. L’unica cosa da fare è accomodarsi (per modo di dire visto che il nudo prato del pur bellissimo scenario di Villa Pisani sulla riviera del Brenta, offre pochissimi comfort) e lasciare che Dylan ci trasporti attraverso le sue canzoni in un viaggio tra realtà e sogno, tra storie ordinarie e non, tra scenari che raccontano “la vita, la vita soltanto”. Se poi come in questo bagnatissimo concerto veneto (una vera hard rain si è scatenata prima del concerto) la scaletta è completamente fuori dall’ordinario, avere la benché minima attesa sembra quasi essere un mezzo suicidio.
Setlist da intenditori e voce cavernosa
La sensazione è che molte persone accorse a Stra siano lì più per Bob che per le sue canzoni; sono molto poche le hit snocciolate dal nostro e ciò forse rende il pubblico un po’ troppo freddino. Dylan dal canto suo ormai è più di una anno che si è dato al ruolo di tastierista lasciando per il momento la chitarra e la posizione al centro del palco, relegandosi sul lato sinistro, ma ricorrendo forse più che in passato all’uso dell’armonica a bocca. Al suo seguito il combo di chitarristi Stu Kimball e Larry Campbell (quest’ultimo forse meriterebbe più parti soliste a discapito del primo) e la potente sezione ritmica Garnier (basso)-Recile (batteria). Un sound molto tosto è quello di stasera con un unico momento di intimismo acustico (“Girl From The North Country”) che già da solo varrebbe il prezzo del biglietto.
Una scaletta da intenditori si diceva: molti brani dagli ultimi due album da studio (“Love & Theft” e “Time Out Of Mind”) qualche gemma nascosta dagli imprescindibili album degli anni ’60 (da “Blonde On Blonde” una torrenziale e scalpitante “Most Likely You Go Your Way And I’ll Go Mine”, da “Highway 61” una brillante “Just Like Tom Thumb’s Blues”). La voce del nostro si staglia nel muro sonoro creato dalla sua band con alcuni momenti di maggior brillantezza in cui ci riporta alla magia di tanti anni or sono (esaustiva la bellissima resa della perla “I Believe In You” da “Slow Train Coming”). Un voce cavernosa, molto molto bassa e profonda che rende spesso irriconoscibili le canzoni, sfidando la storia nel caso di “Like A Rolling Stone” (imprescindibile bis) e nella sempre più hendrixiana “All Along The Watchtower”. Momenti di assoluto fulgore ce li regalano poi due pezzi che ultimamente Bob inserisce sempre nelle sue scalette ovvero “Honest With Me” e “Summer Days” (quest’ultima dal sempre lodevole assolo chilometrico, propostoci questa volta da Kimball).
Tra sorprese rare e chiusure immortali
In “Cold Irons Bound” si assiste invece al top della serata; questo rock-blues lynyrdskynyrdiano assume dal vivo una potenza ed una carica notevole enfatizzata da alcuni effetti vocali di eco che Bob apporta al suo microfono; l’esplosione delle chitarre dopo ogni fine-ritornello (“twenty miles out of town in cold irons bound”), fa il resto. Da segnalare ancora un bis inaspettato come “Forever Young”, il brutto finto-jazz di “If Dogs Run Free” e ancora un estratto dal misconosciuto “Empire Burlesque” come “Seeing The Real You At Last”, dall’esecuzione rollingstoniana.
Un po’ di momenti confidenziali in più non avrebbero guastato, nel senso che un più consistente set acustico avrebbe reso meno monolitica l’intera performance. E’ da segnalare comunque una buona vena del nostro nell’uso della voce (nell’iniziale “To Be Alone With You”, ottima per le aperture di concerto ma nulla più, credevo di essere tornato nel 1975), ed una band certamente all’altezza per il tipo di sound che a Dylan va di proporre in questo periodo (una sorta di hard country-rock).
Un concerto quindi ancora una volta emozionante pieno di sorprese, di sospiri, di emozioni e di confusione (non ho quasi mai riconosciuto al primo verso le canzoni!)… tutto quello che si può chiedere ad un concerto di una delle personalità artistiche più rappresentative del ventesimo secolo.
Scaletta:
To Be Alone With You
I’ll Be Your Baby Tonight
Tweedle Dee & Tweedle Dum
Girl Of The North Country
Cold Irons Bound
If Dogs Run Free
Most Likely You Go Your Way (And I’ll Go Mine)
Make You Feel My Love
Just Like Tom Thumb’s Blues
Seeing The Real You At Last
Standing In The Doorway
Honest With Me
I Believe In You
Summer Days
encore:
Forever Young
Like A Rolling Stone
All Along The Watchtower

