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Brandi Carlile @ Anfiteatro del Vittoriale, Gardone Riviera (BS), 14/07/2025, Festival Tener-a-mente
È da ancor prima del tour del 2010, quello che doveva essere a supporto di “Give Up the Ghost”, annullato a causa del famoso (e impronunciabile) vulcano islandese che fece cancellare tutti i voli in Europa per mesi, che Brandi Carlile, sette album da solista e undici Grammy Awards, non aveva più messo piede in Italia e in Europa. La data di Gardone, piena di attese, vuole colmare questo imperdonabile vuoto. L’opening spetta a Audrey McGraw, figlia di Faith Hill e Tim McGraw, presenti in platea, emozionatissima per l’ultima data con Brandi. La cantante del Tennessee, accompagnata dalla chitarra e poi dal piano, inanella una performance che esalta la sua voce, veramente notevole, per una buona mezz’ora, passata in un lampo.
Brandi Carlile entra accompagnata dai fedeli (25 anni con lei, dirà poi) Tim e Phil Hanseroth (basso e chitarra) inanellando una “Raise Hell” cruda e martellante e le altrettanto taglienti “The Things I Regret”, “Dying Day” e “Broken Horses” e in solo la celeberrima “The Story”. Dopo ogni brano la cantante esalta la magnificenza del Vittoriale e il calore del pubblico e la volontà di fare qualcosa di spaciale, anche perché con questa data si chiude il tour e con lui la collaborazione con l’affiatata band.

In modo totalmente inaspettato la cantante, accompagnata dai fratelli Hanseroth, stacca la chitarra dall’amplificatore ed esegue “Cannonball” senza microfoni, con il pubblico in totale silenzio, mentre i tre eseguono il pezzo a cappella, che si gusta un’emozione che difficilmente verrà dimenticata. Questa è una di quelle situazioni che non lasciano dubbi su quanto possa essere empatico un artista e quanto riesca a mettersi in gioco anche in situazioni come i live rodati dove ogni cosa è curata nei minimi dettagli.
La seconda parte della setlist vede i brani più ‘patinati’ della carriera: un paio di pezzi dal recente albun con Elton John, le canzoni dedicate alle figlie e una magnifica versione di “A Case of You” di Joni Mitchell, che chiude il set. Da sottolineare la presenza delle sorelle Ross aka SistaStrings, sgargianti nei loro colori accesi al violino e al violoncello che hanno accompagnato con numerosi e acclamati ‘solo’ la cantante. A completare la band c’è il pianista Reuben James e da notare l’assenza della batteria che dà al sound un che di ‘rustico’ e crudo. Gli ultimi brani sono “Sinners, Saints and Fools” e “Unchained Melody”, in coppia con Audrey McGraw in lacrime, e la conclusiva “Party of One”, con Brandi al piano, che chiude una di quelle serate speciali che si spera di replicare presto, perché un’artista autentica e “naturalmente” entusiasta non si dimentica facilmente.

