Share This Article
The Howlers, Circolo Arci Bellezza, Milano, 6 marzo 2025
Gli The Howlers hanno fatto tappa in un Bellezza quasi sold-out, con un concerto intenso, ma che ha lasciato il pubblico con la sensazione di volerne ancora.
La band londinese si è presentata sul palco in formazione ridotta: Adam Young, il carismatico frontman, era accompagnato dal nuovo batterista, con il quale aveva suonato dal vivo solo tre volte prima di questa data.
Il bassista, assente per un recente cambio di formazione avvenuto appena la settimana precedente, ha inevitabilmente lasciato un vuoto difficile da colmare.
Nonostante l’organico ridotto, Adam e il nuovo batterista hanno dato tutto: 11 canzoni in 45 minuti di pura energia, senza nemmeno un bis.
È chiaro che suonare in due è un’impresa ardua, soprattutto quando si cerca di mantenere la stessa intensità di una band a tre elementi. La chimica tra i due musicisti funzionato bene, ma i limiti strutturali erano evidenti: alcune canzoni, che su disco esplodono con dinamiche ricche e stratificate, dal vivo risultavano più scarne e asciutte.

Il pubblico, caloroso e partecipe, ha sostenuto la band per tutta la durata del live, ma non ha nascosto una certa delusione per la brevità dell’esibizione.
Dopo un album d’esordio così promettente, l’attesa era alta, e il desiderio di ascoltare qualche brano in più era ovvia.
Tuttavia, considerando il contesto – un tour serrato e una formazione ancora in fase di assestamento – è comprensibile che la band abbia preferito concentrarsi su una scaletta più compatta, evitando di rischiare con pezzi non ancora completamente rodati.
Adam ha saputo compensare con la sua presenza scenica: la sua voce comunque non a postissimo e un’attitudine già matura hanno conquistato il pubblico, che ha ballato sui pezzi più conosciuti.
Il nuovo batterista, nonostante la poca esperienza con la band, ha dimostrato di potersi adattare bene ai brani cercando di coprire i vuoti della mancanza del terzo elemento.
Si potrebbe definire il concerto de’ The Howlers un assaggio delle loro potenzialità, più che un’esperienza pienamente soddisfacente.
La band ha dimostrato di avere talento, ma ha bisogno di tempo per ritrovare l’equilibrio sul palco. Speriamo che, dopo questo tour, riescano a consolidare la nuova formazione e a tornare con un live più lungo e completo.
Intanto ci culliamo sulle note di El Dorado ancora nelle orecchie, che ha chiuso il set.

