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Vi abbiamo raccontato e abbiamo partecipato alla prima parte dell’edizione 2026 di Spellbound, lo scorso giugno, tra sogno e momenti di irrituale condivisione, come scritto dal nostro Piero Merola.
Attraverso concerti, installazioni, incontri e pratiche d’ascolto, il festival continua a indagare anche a settembre il suono come strumento capace di mettere in dialogo passato e futuro, rielaborando criticamente pratiche e materiali tradizionali e interrogando le trasformazioni imposte dalle dinamiche storiche, sociali ed ecologiche.
Il programma del weekend di sabato 26 e domenica, 27 settembre 2026 si sviluppa spazi dell’Orto Botanico dell’Università di Torino, uno dei principali patrimoni verdi della città. Nell’Arboreto e nel contesto condiviso della Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, sarà presentato Near Silence, progetto prodotto e curato da ALMARE ed interpretato, in questa sua prima iterazione, dal sound artist kenyota residente a Berlino KMRU insieme al regista Odede, di base a Nairobi.
Near Silence pone al centro della sua ricerca le cosiddette quiet areas, territori caratterizzati da bassi livelli di rumore antropico. Attraverso questi luoghi, il progetto riflette sul suono come indicatore della salute degli ecosistemi, sul rumore come forma di inquinamento, e, di contro, sul silenzio come un bene comune da tutelare, condizione che rende possibile l’ascolto e la relazione tra mondo umano e più-che-umano. Nato da un dialogo con il settore Acustica del Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino e con ARPA Liguria, impegnati nella mappatura delle quiet areas, il progetto si è sviluppato attraverso una residenza nel Parco del Beigua, sull’Appennino ligure, riconosciuto come Geoparco Mondiale UNESCO. Attraverso registrazioni ambientali e interviste alla comunità locale, Near Silence indaga le trasformazioni del paesaggio sonoro e le molteplici agentività del silenzio.
Pensata appositamente per gli spazi dell’Arboreto, la restituzione del progetto prenderà la forma di un’opera audiovisiva attivata dal vivo da KMRU nella serata di sabato 26 settembre e visitabile come installazione anche il giorno successivo. La première sarà preceduta da una conversazione tra l’artista e Gascia Ouzounian, professoressa associata di Musicologia all’Università di Oxford, la cui ricerca si colloca all’intersezione tra sound studies e studi urbani, con particolare attenzione alle forme di inquinamento acustico e ai concetti di guerra vibrazionale e occupazione atmosferica.
A seguire, Spellbound si sposta al Magazzino sul Po per una serata di concerti e dj-set che declinano il tema di questa edizione attraverso pratiche di rielaborazione, trasmissione e reinvenzione di tradizioni sonore. Ad aprire la serata sarà il duo britannico Sealionwoman, il cui lavoro per voce, contrabbasso ed elettronica intreccia folklore, ritualità e immaginari legati agli alberi di tasso nella tradizione scozzese. Seguirà il live di Takkak Takkak, progetto dei musicisti Shigeru Ishihara (DJ Scotch Egg) e Johanes “Mo’ong” Santoso Pribadi. Nel loro ultimo album Abu, il duo immagina un’isola vulcanica fittizia in cui confluiscono paesaggi, memorie e riferimenti provenienti dalle rispettive culture di origine giapponese e indonesiana, dando forma a una performance che alterna soundscape post-industriali, percussioni orientate al dancefloor e strumenti autocostruiti. La serata proseguirà con il dj-set del collettivo Jokkoo. Nato a Barcellona come piattaforma dedicata alla valorizzazione delle pratiche artistiche afrodiasporiche, Jokkoo opera tra musica, curatela e produzione audiovisiva. In consolle si alterneranno Baba Sy, B4MBA, Mooki6 e TNTC in un set collettivo che attraversa club culture contemporanee, sperimentazione elettronica e linguaggi performativi. A chiudere sarà Pho Bho, collettivo e label indipendente torinese che, attraverso una ricerca orientata alle forme più innovative della musica da club contemporanea, intreccia poliritmi, basse frequenze e influenze provenienti da diverse geografie sonore.

