Share This Article
Circuit des Yeux – Palestra Visconti c/o Circolo Arci Bellezza, Milano –20 novembre 2025
“Un gruppo che mischia country, disco e synth pop”, così sono stati presentati i Circuit des Yeux e solo state la curiosità e diciamocelo la presenza di un chitarrista speciale come Alan Sparhawk a convincere diverse persone ad esserci, ma alla fine questo risulterà marginale.
Ma andiamo con ordine: la palestra, il palco raccolto, oscuro, illuminato da luci minime e immerso in un’atmosfera cupa ha contribuito a creare un’atmosfera ideale per il pubblico (non numerosissimo ma attento). Haley Fohr entra in scena senza nascondere nulla, soprattutto il pancione che denota lo stato di gravidanza avanzato, ma questo non ha influito minimamente sulla performance, risultata poi più che generosa.
La sua presenza scenica è stata potente e centrale sin dalle prime note di “Skeleton Key” e ci si è trovati davanti una voce profonda e calda, e la celebre “estensione vocale di 4 ottave” l’ha tirata fuori tutta. Tagliente e oscillando tra vulnerabilità e cupezza Haley è riuscita a scavare nel silenzio della sala, imponendo un ascolto fisico, quasi rituale.

Il già citato Alan Sparhawk (Low) ha aggiunto chitarra e cori con il suo tocco sempre tra grazia e dolore, fatto di rumori sottili e improvvise scariche. La sua presenza non è stata un semplice accompagnamento: ha aggiunto una dimensione noise e crepuscolare che ha trasformato brani come “Megaloner” e “Truth” in onde emotive dense, quasi opprimenti.
La scaletta, incentrata sull’ultimo lavoro Halo on the Inside, ha alternato momenti di tensione e aperture improvvise, in cui la cover di “Double Dare” dei Bauhaus, cavernosa e profonda, si è amalgamata bene con il resto. Da “Dogma” a “Black Fly” fino alla conclusiva “It Takes My Pain Away” il concerto ha mantenuto una coerenza e una tensione sempre alta: difficilmente un’altra serata è riuscita in questo intento.

Senza dubbio è stato uno show che rimarrà impresso come uno dei momenti più intensi e sorprendenti della stagione live del locale zona Bocconi dove Haley Fohr ha semplicemente ricordato che l’intensità non si misura con la folla, ma con la verità cantata da chi sale sul palco.

