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C’è poco da dire: la parabola di Liberato resta tra le realtà più affascinanti della musica italiana contemporanea, e il concerto al Circo Massimo di Roma ne è l’ennesima conferma. Davanti a 50.000 persone, in quello che è stato appena il suo ventunesimo concerto in totale, l’artista partenopeo ha scritto un nuovo capitolo della sua storia.
Un’immagine rinnovata
Per l’occasione, ha sorpreso sin dal primo impatto visivo: addio al consueto total black, sostituito da un completo bianco, quasi a voler segnare una svolta simbolica, una rinascita. Sul palco, una formazione più ricca del solito: cinque musicisti, tre coriste e un corpo di ballo hanno accompagnato e impreziosito l’intero spettacolo. Immancabili i visual, elemento distintivo delle sue performance, questa volta generati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
Suoni, voci e sperimentazioni
Ma oltre la scenografia, il live ha svelato nuove sfumature del suo suono. La chitarra elettrica, già presente nei set precedenti, è diventata protagonista in molti brani, delineando melodie portanti e regalando riff dal sapore rock. Le coriste hanno hanno dato ulteriore carica emotiva alternando cori e parte cantante, come in “Me staje appennenn’ amò”, “(Lucia) Stay with me” e “Nove Maggio”.
Una delle scelte più sorprendenti è stata la rivisitazione dei finali: molte tracce sono state riarrangiate, dando vita a nuove interpretazioni. Su tutte, la reggaeton “Oi Marì” trasformata in una travolgente jam drum and bass, testimonianza di una continua evoluzione sonora non solo in studio, ma anche sul palco.
Il finale e l’annuncio del Maradona 2026
Il finale è stato carico di simbolismo: Liberato si è allontanato dal pubblico dandogli le spalle, dissolvendosi nel buio con una rosa brillante sulla schiena, richiamando la copertina del suo ultimo album. E quando tutto sembrava concluso, un’ultima luce ha annunciato il prossimo appuntamento: il 6 giugno 2026, Liberato suonerà allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli. Un ritorno a casa, nelle mura più simboliche della città. E sarà, ancora una volta, un momento da non perdere.
Scaletta:
- “Guaglió”
- “Turnà”
- “Novembre”
- “Tu Me Faje Ascì Pazz’“
- “Anna”
- “Niente”
- “Je te voglio bene assaje”
- “(Lucia) Stay with me”
- “Tre”
- “Nove maggio”
- “Te veng a piglia”
- “Oi Marì”
- “Viennarì”
- “Me staje appennenn”
- “Partenope”
- “Sì tu (It’s you)”
- “‘A ‘mbasciata”
- “Essa”
- “Nunn’a voglio ncuntrà”
- “‘A fotografia”
- “Tu t’e scurdat’ ‘e me”
- “O core nun tene padrone”

