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Il ritorno di un chitarrista magico
Era il 1965 quando camminando per le strade di Londra si poteva leggere sui muri “Clapton is God”. Eric Clapton “The Slowhand”, uno dei chitarristi più magici del del rock e del blues, che senza dubbio ha contribuito alla storia di questi generi. Un musicista che possiede la capacità di far parlare ogni nota trasformando la sua chitarra in un’estensione delle proprie emozioni, in grado di toccare l’anima di chi ascolta.
Ma in fondo il suo nome parla da sé, e non ha certo bisogno di presentazioni. Che poi una cosa su cui oggi bisogna assolutamente parlare di Eric c’è: dopo 21 album e una discografia stellare, nel 2024 ha ripreso in mano la sua Stratocaster e ha pubblicato il 22esimo album in studio in quel di Londra: “Meanwhile”.
Blues e introspezione
L’album riflette lo speciale blues di Eric in un atmosfera rilassata e spensierata, con assoli che fanno da cornice a un quadro mostrante la fase di serenità e introspezione della carriera dell’artista, con un sound a volte malinconico ma che poi ci riporta subito coi piedi per terra con la sobrietà della sua voce, Le chitarre, morbide e calde, intrecciano blues e rock acustico, creando un’atmosfera rilassata e meditativa, dove ogni nota trova il suo spazio in un equilibrio perfetto, e infine, presenta l’incanto di sentire un artista come Clapton in maniera abbastanza diversa rispetto a quello che conosciamo, il che non è scontato dopo così tanti anni di carriera.
Il buen ritiro di Eric
“MeanWhile” contiene a pieno l’opera di un artista che dopo decenni di musica, giunto a una certa età, decide di lasciarsi andare e rilassarsi, trovando nelle corde della sua chitarra il modo perfetto per godersi i suoi anni.
Ed eccolo Eric, che ci regala ancora quei suoni e quelle emozioni che solo lui sa dare, e che all’ascolto fanno dire: “I feel wonderful tonight”!
70/100
(Gabriele Prospero)

