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Folk oscuro, ballad dark elettroniche sospese tra sonorità contemporanee ed echi ancestrali: “IN:titolo” è il nuovo LP della cantautrice e compositrice Giulia Impache. Per questo disco uscito a gennaio via Costello’s Records con distribuzione Artist First, ha collaborato con Jacopo Acquafresca e Andrea Marazzi (produzione e arrangiamento) per il comune gusto e attenzione al suono che li ha portati a sperimentare e a progredire insieme. Il disco negli anni si è modificato ed è cresciuto, si è arricchito della vita che è passata, delle esperienze. Per questo motivo l’uscita è stata molte volte rimandata, ma grazie a questo costituisce per la cantante un personale percorso terapico, uno specchio della crescita e della sua personale visione del mondo.
Giulia Impache prova a tenersi lontana da etichette e generi molot codificati, cercando di mantenere la sua natura ibrida, data dalla miscela di influenze molto eterogenee. Si definisce aperta all’ascolto, è stata in grado di plasmare una miscela stilistica e sonora che coinvolge la voce come strumento per creare suoni avvolgenti, eterei e oscuri.
La sua ricerca mira anche a rompere il legame canonico con le parole. Sperimentando con le sonorità, si trova a parlare nuovi linguaggi basati sulla connotazione, sul fonema libero da qualsiasi legame concettuale predefinito, lo stesso impasto emotivo ed evocativo che un suono può portare.
Per presentare il suo background si racconta per noi attraverso 7 ispirazioni.
- Casa
Questo disco è nato in quattro case diverse, ognuna con la sua atmosfera unica. Dalla casa dei miei genitori, dove tutto è iniziato, a quella su due piani condivisa con coinquilini musicisti, passando per una casa-museo in cui ho vissuto con un collega cantante. Infine, la mia vera casa, quella in cui ho raccolto tutte le idee e dato forma definitiva al progetto. - Tempo
Parte del disco è stata scritta durante la quarantena, un periodo difficile per chi, come me, vive di musica. Insegnando canto, musica per bambini e praticando arteterapia, mi sono sempre divisa tra più attività. Ma con la pandemia ho perso il lavoro e, paradossalmente, ho trovato il tempo di dedicarmi completamente alla mia musica. Non è stato facile, ma ho tenuto duro e oggi è realtà. - Improvvisazione
Nel 2018 ho preso parte al collettivo di improvvisazione Pietra Tonale a Torino, un’esperienza che ha trasformato il mio rapporto con la musica e la voce. Ho sperimentato nuove sonorità, esplorato nuove forme di espressione e avuto il privilegio di suonare con artiste di culture e background musicali diversi. - Artiterapie
Il mio master in artiterapie, tra musica e arte, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia crescita artistica. Ho imparato a liberarmi dal giudizio e a esprimermi con autenticità, lasciando che la musica diventasse un mezzo di esplorazione e trasformazione personale. - Musiciste
Il desiderio di scrivere la mia musica è nato ascoltando dischi di artiste che ammiro profondamente, come ad esempio Julia Holter, Holly Herndon e Gazelle Twin. - Fantascienza
Sono cresciuta in un ambiente stimolante dal punto di vista artistico e musicale. Mio padre, appassionato di fantascienza, mi ha immersa in mondi futuristici, fumetti e modelli di astronavi. Questo ha influenzato il mio immaginario, alimentando il mio interesse per la tecnologia e per tutto ciò che è contemporaneo. - Medioevo
Un’epoca che mi ha sempre affascinato e che ho approfondito nei miei studi in beni artistici e culturali. Negli ultimi anni ho scoperto anche la sua musica, un crocevia tra antico e moderno, tra culture e stili differenti. Un’ispirazione che ha lasciato un segno profondo nel mio percorso creativo.

