GODOT. si presenta: una top7 d’autore

Il disco d’esordio di GODOT. è uscito il 20 novembre su Costello’s Records e distribuito da Artist First
La recente new entry del roster Costello’s Records, brillante talento del panorama emergente, si è già messo in evidenza grazie ai suoi brani d’esordio e al Music Project x Mahmood di Levi’s.

Cresciuto alle porte di Milano, a Cinisello Balsamo, una città che negli anni ha cominciato ad essere definita “patria della trap”, il giovane songwriter milanese si presenta così, come un pesce fuor d’acqua innamorato delle canzoni d’autore.

“Quando scrivo canzoni, entro in una sorta di bolla per cui per un po’ di tempo evito di ascoltare musica. Ascolto e riascolto però i miei memo vocali, fino alla nausea. Ma certamente, durante la nascita e la crescita di questo disco (ed è stata una crescita molto lunga, dato che alcuni brani risalgono al 2014!) certe canzoni mi hanno fatto compagnia e mi hanno influenzato più di quanto io riesca a riconoscere!”

1. Santa Lucia, “De Gregori”
A mio parere questa è forse la canzone più bella della discografia di Francesco De Gregori. La semplicità delle immagini che riescono però al contempo ad essere fortissime, impattanti. È così che sogno di saper scrivere canzoni! Non ci riuscirò mai, quindi mi limito ad ascoltare e ad amare questo brano.

2. Lucio Battisti, “Amarsi un po’”
Questa è una delle canzoni a cui abbiamo guardato con più interesse nell’arrangiamento di uno dei miei brani, Tralicci. Ovviamente quando si guarda alla musica di Battisti ci si sente piccoli. Io mi sono sentito piccolissimo. Ma grazie al cielo esiste questo patrimonio, che ha un valore inestimabile, a cui guardare sempre con gli occhi sgranati e le orecchie in visibilio!

3. Diodato, “Babilonia”
Ricordo che ne rimasi molto affascinato durante il Festival di Sanremo 2014., a cui Diodato partecipò tra le Nuove Proposte. È un brano che ho interiorizzato, ho cercando di inglobarne alcuni tratti, plasmarli su di me sul mio modo di fare musica.

4. Elisa e De Gregori, “Quelli che restano”
Sono un amante degli archi e dei suoni morbini e inafferrabili. Quando uscì questo brano me ne innamorati subito. Sia perché metteva insieme due dei miei artisti preferiti di sempre, sia perché rispondeva esattamente al mio gusto musicale. Uscì proprio il giorno prima ci trovassimo per decidere le tracce da registrare e io feci subito presente che qui e là avrei voluto metterci delle
piccole citazioni. E, se ascoltate bene, ci sono!

5. The Moldy Peaches, “Anyone Else But You”
Ogni tanto mi fermo e ripenso a questa canzone e a quanto nella sua “ingenuità” sia riuscita a lasciare un segno in me. Quando nei momenti di ricerca di suoni o di reference nuovi e intriganti mi sono ritrovato senza idee, ho tirato fuori dal cilindro questo brano, accorgendomi ancora una volta di quanto less sia davvero more in certi casi. E così mi è capitato di riportare alcuni pezzi al loro stato più “embrionale”, riscoprendoli. E a volte lasciandoli così!

6. Cesare Cremonini, “Io e Anna”
Di nuovo, una canzone a cui guardo con grande ammirazione: specialmente per il testo. Cremonini ha sempre fatto parte di quegli ascolti “indotti”, non ho mai scelto di comprarmi o ascoltarmi qualcosa di suo per puro gusto. Questo brano invece mi colpì tanto da farmi scoprire poi tutta la sua discografia. Mi piace, quando ascolto una canzone, riuscire ad avere una immagine precisa nel mio immaginario.

7. Francesca Michielin, “Bolivia”
Ho scelto un po’ a caso una tra le canzoni dell’album 2640 di Francesca Michielin. In generale trovo che la Michielin sia un’artista che sa fare ricerca mantenendo sempre una immagine ben precisa della sua musica. Ho ascoltato e riascoltato quest’album, ci trovi tanti spunti interessanti.
Non so come, ma da qualche parte credo abbia influito sul mio lavoro in studio!