Il giorno dei Radiohead comincia col migliore degli auspici quando dal campeggio-VIP, un parcheggio meno affollato del campeggio normale posizionato dietro al palco principale, ci si accorge intorno alle 12 che i cinque stanno iniziando il soundcheck. Alle ore 12 apre il festival per la stampa per cui non resta che catapultarsi dentro per assistere incredibilmente alle lunghe prove generali della band. Situazione surreale con una ventina di accreditati attoniti di varia natura agganciati alla transenna fingendosi disinteressati e un mini-set di nove canzoni per pochi intimi sotto un sole impietoso.Si vorrebbe immortalare il tutto, ma la crew è inflessibile così Walt, fotografo di Spin, finge di parlare al telefono mentre cattura tutto il possibile con il suo i-phone e il sottoscritto riprende uno spezzone della nuova “These Are My Twisted Words” da dietro a un albero, lontano dalla transenna. Davanti a cose del genere si rischia di perdere serietà e dignità, come negarlo. Quasi si finisce tutti a ballare su “15 Step” e “Idioteque” in questa insolita cornice e per commuoversi prima del tempo sull’inaspettato ripescaggio di “(nice dream)”. Fare una recensione su un soundcheck sarebbe roba che neanche la beatlemania. In sintesi, Thom è più dispotico di quanto sembri, nonostante a petto nudo perda quell’alone di credibilità, gli altri muti non si fanno troppe storie come lui che perde cinque minuti reclamando al fonico il giusto suono per il piano di “Videotape”.
S
Karma Police Bodysnatchers Idioteque ——- These Are My Twisted Words Pyramid Song Reckoner (nice dream) Paranoid Android ——- Everything In Its Right Place
BLOC PARTY One Month Off Hunting For Witches Positive Tension Talons Signs Waiting for the 7.18 Song for Clay (Disappear Here) Banquet Two More Years One More Chance Mercury This Modern love Prayer Like Eating Glass Flux Helicopter
JARVIS COCKER Angela Further Complications Leftovers I Never Said I was Deep Homewrecker! Fat Children Don’t Let Him Waste Your Time You’re In My Eyes (Discosong)
Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo.
Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai.
(Matteo Marconi)Le puntate precedentiBack To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla piùBack To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!”
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14 settembre 2010
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